Opposizione alla richiesta di archiviazione per la morte di Francesco, il bimbo di 3 anni morto per complicazioni dovute all’ingestione di un wurstel a Ikea di Porta di Roma a febbraio. L’istanza è stata depositata all’ufficio del giudice per le indagini preliminari di Roma dall’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Alessia e Lorenzo Parroni, genitori della giovane vittima. La richiesta di archiviazione è stata avanzata dalla Procura in quanto la normativa, all’epoca dei fatti, non imponeva ai centri commerciali di avere un centro di primo soccorso. Difatti, stando a quanto ricostruito, il repentino intervento di medici avrebbe evitato il decesso. Tuttavia a giugno scorso la Regione Lazio ha emanato il nuovo Testo unico in materia commerciale, che obbliga i centri - a partire dai 10mila metri quadrati – ad aprire una struttura sanitaria interna. I genitori del piccolo Francesco, dunque, non intendono darsi per vinto. Per questo, in una memoria depositata al gip, hanno evidenziato l’esistenza di una nuova testimone, una giovane dipendente di una società di noleggio auto all’interno della struttura, che ha chiamato il 118 e che ha cronometrato ben 44 minuti fra la chiamata e l’arrivo dell’ambulanza. Un elemento in più che potrebbero far emergere nuove responsabilità.
Bimbo soffocato con hot dog a Ikea No all’archiviazione
Opposizione alla richiesta di archiviazione per la morte di Francesco, il bimbo di 3 anni morto per complicazioni dovute all’ingestione di un wurstel a Ikea di Porta di Roma a febbraio. L’istanza è...