Roma Capitale

Uccise l’ex compagno, condannata a 14 anni

Lei, lui e l’ex vivevano nella stessa casa. La coltellata fatale al culmine di una lite

Una convivenza insopportabile: lei, lui e l’ex nello stesso appartamento. E dopo le liti furibonde, l’accoltellamento. È stata condannata a 14 anni di carcere Laura Bizziccari, accusata di concorso nell’omicidio dell’ex fidanzato, Davide Di Martino, freddato con un grosso coltello nella notte del 4 dicembre 2013. Così ha deciso il giudice per l’udienza preliminare di Roma, accogliendo le richieste della Procura nel procedimento abbreviato. Rinviato a giudizio, in Corte d’Assiste, l’attuale compagno della donna, Luca Fiammenghi. Secondo i magistrati «in concorso tra loro, cagionavano la morte di Di Martino, colpendolo con il coltello, di marca Shepe Home England, all’emitorace sinistro, dopo averlo attinto all’avambraccio sinistro. Con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivo, consistiti in una lite familiare». I fatti sono avvenuti in una palazzina in via di Casal Bruciato. Stando alla ricostruzione investigativa l’omicidio sarebbe avvenuto in un «contesto assolutamente singolare». Dalle «dichiarazioni di tutti gli interessati è emerso che la Bizziccari, dopo una lunga convivenza con la vittima, aveva intrapreso una relazione con Fiammenghi e questo, con il consenso dello stesso Di Martino, era stato accolto nell’abitazione dei primi due, pur di non grandi dimensioni ed abitata saltuariamente anche dal figlio della donna». Sta di fatto che questa convivenza in apparenza «ben accettata» presto sarebbe degenerata. Alcuni testimoni avrebbero ricostruito quanto accadeva, affermando agli investigatori che «il Di Martino è risultato rifugiarsi di frequente nell’abitazione» di una vicina di casa «anche per sottrarsi ai continui litigi che connotavano la difficile convivenza della Bizziccari contemporaneamente con li vecchio e con il nuovo compagno». Nei giorni precedenti all’omicidio, poi, i rapporti si sarebbero ulteriormente deteriorati. La donna avrebbe più di una volta cercato lo scontro con la vittima, arrivando a chiedere anche una somma di denaro. Nella notte del 4 dicembre 2013 un nuovo scontro, questa volta più violento. «Intorno alle 4 del mattino» lo stesso figlio della donna avrebbe udito la Bizziccari «urlare: “Mo vado là e gli rompo il culo, gli tolgo la casa e lo ammazzo”, tanto che lo stesso giovane, spaventato della minaccia, si preoccupava di prelevare tutti i coltelli dalla cucina per occultarli nella sua stanza. La madre, però, impugnava una lama e si recava» in un’abitazione vicina dove l’ex fidanzato si era nascosto. Così, la «vittima esclamava: “Non mi rompere le scatole, sono le quattro del mattino, smettila di fare la pazza”». Un’affermazione che avrebbe scatenato la reazione di Fiammenghi, il quale avrebbe aggredito Di Martino. E durante la violenta colluttazione, la donna avrebbe sferrato la coltellata letale. «Una condanna ce l’aspettavamo – ha commentato l’avvocato della donna, Fabrizio Consiglio - La Bizziccari ha manifestato più volte il suo pentimento. Faremo appello per far emergere le circostanze attenuanti generiche». Plauso, invece, dell’avvocato Domenico Naccari, difensore delle parti civili che hanno ottenuto il pagamento di una provvisionale per 150mila euro: «Sono soddisfatto. Spero che anche in Corte d’Assise ci sia una valutazione simile dei fatti».

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