Gli occhi sbarrati, la camminata sicura e svelta e un machete stretto in pugno. L’incubo Kabobo, ieri mattina, lo hanno vissuto pure i residenti dell’Infernetto. A dire il vero una manciata di minuti, "dieci lunghissimi minuti di follia", come racconta una testimone ancora sotto choc, il tempo della segnalazione ai carabinieri e di una fuga improvvisa del ragazzo, dileguatosi di corsa tra la fitta vegetazione della vicina pineta. I fatti intorno alle 12 di ieri, in via Dobbiaco. Il folle, un 19enne con un curriculum di tutto rispetto per reati contro il patrimonio e agli arresti domiciliari nella sua abitazione all’Infernetto dove vive con i genitori, è evaso brandendo il coltellaccio senza minacciare né infastidire i passanti. «Non ha gridato, non ha proprio rivolto parola ad alcuno -racconta Franca -. Ha fatto capolino in strada seminando il panico. Figuriamoci, io sono anziana e magari più paurosa, ma in tanti come me hanno tremato. Aveva questo coltello enorme, mi ricordava quel pazzo che a Milano ha sterminato un gruppo di passanti innocenti». «Era vestito bene, non sembrava un pazzo - aggiunge Filippo -, un biondino come tanti altri che non avrebbe destato minimamente attenzione se non fosse uscito in strada con quel machete. Io, che stavo entrando con mio figlio al supermercato, ho avuto parecchia paura. Sono risalito immediatamente in macchina, poi ho visto che ha cominciato a correre, si allontanava ed ho tirato un respiro di sollievo». Immediate le chiamate ai carabinieri che, precipitatisi sul posto, si sono dati ad un inseguimento da film fino all’ingresso della Pineta, dove il ragazzo ha fatto perdere le proprie tracce. Spettacolare, quanto inutile, la caccia all’uomo: in un attimo si sono mobilitati militari, poliziotti, un elicottero dei carabinieri, gli uomini del Corpo Forestale e le pattuglie a cavallo. Perquisita da cima a fondo la baracca dove il giovane pare si rifugiasse spesso, non è stato trovato nulla che potesse portare a lui. «Un ragazzo problematico», anche secondo i genitori sentiti dagli uomini agli ordini del maggiore Sebastiano Arena, in cura in passato per diversi problemi e tuttavia giudicato capace di intendere e di volere, data la sua detenzione ai domiciliari. Il giorno prima era stato ricoverato anche al centro di psichiatria dell’ospedale Grassi di Ostia dove, per una pesante forma di autolesionismo, era stato trattenuto come TSO. Scappato pure da lì, fuggito di nuovo da casa, è ora ricercato in tutta la pineta: non sembra si tratti di un soggetto pericoloso, né che abbia ferito qualcuno. L’arma, che i genitori avevano in casa per la manutenzione del piccolo giardino, potrebbe esser stata presa dal giovane per ricavarsi dei sentieri tra la vegetazione dove spesso andava.
A spasso con un machete in mano. Panico tra i passanti all’Infernetto
Le forze dell’ordine impegnate in una spettacolare caccia all’uomo. Si tratta di un19enne ai domiciliari con un curriculum di reati contro il patrimonio