Roma Capitale

Palestra dei vip, si indaga per truffa

La responsabile della società avrebbe fatto sparire centinaia di migliaia di euro

Il fascicolo è per truffa. E nel registro delle notizie di reato della Procura della Repubblica di Roma è finita Rosetta Francesconi, legale rappresentante del Roman Sport Center, il centro sportivo dei vip della Capitale. Stando alle indagini, tra aprile e luglio scorsi, avrebbe intascato le quote di adesione al circolo da circa 100 clienti - pur essendo imminente il fallimento -, facendo sparire denaro per centinaia di migliaia di euro. Dal ministro all’Ambiente Beatrice Lorenzin agli onorevoli Mario Pepe e Guido Viceconte, fino a personaggi influenti nel mondo dello spettacolo, come Valeria Marini, gli attori Claudia Pandolfi, Roul Bova, Claudio Amendola, Marco Bocci e Fabrizio Nevola, la modella americana Cindy Crawford e l’imprenditore ed ex candidato sindaco a Roma, Alfio Marchini: i centri sportivi gestiti dalla società, a Villa Borghese e in viale Somalia, accoglievano i clienti più facoltosi e importanti e della Capitale. Servizi di alto livello e attrezzature all’avanguardia, poi, consentivano alla Francesconi di mantenere le clientele, offrendo pacchetti di adesione al circolo per diverse migliaia di euro. Tuttavia, è il contenuto dell’indagine, le offerte sarebbero state fatte anche quando ormai erano imminenti i sigilli alle strutture, apposti a luglio scorso. Il Tempo ha avuto modo di contattare uno dei soci più importanti della struttura, l’imprenditore ed ex fidanzato della Marini, Daniele Pompili. «Io come tanti soci mi sono regolarmente iscritto pagando la quota di 2mila 800 euro per la durata di anni 3 più altri 15 mesi gratuiti. Fatto sta che quando a gennaio pagai la quota non immaginavo che a luglio fallisse. Così come me ha pagato la quota anche mio fratello Alessio, che ho portato io come nuovo socio, non pensando che accadesse tutto ciò». Racconta che «il giorno prima che chiudesse era come se nulla fosse. Tutto andava regolare ed hanno proposto abbonamenti. Addirittura, a me hanno offerto un abbonamento a vita chiedendomi 15mila euro due mesi prima che ponessero i sigilli». Conclude affermando che «così come sono stato raggirato io e la mia famiglia, sono stati truffati altri soci che hanno regolarmente pagato per usufruire di un servizio cessato improvvisamente a causa di una frode della titolare nei confronti dell’ente Saba (titolare dell’area a Villa Borghese, ndr). A questo aggiungiamo che sono rimasti senza lavoro i dipendenti, molti dei quali con famiglie e mutui a carico. Ma dalla Francesconi non sono arrivate neanche delle scuse pubbliche. Mi auguro che la struttura possa un giorno riaprire e che tutti noi, rimasti vittime, di questa truffa potremo essere ristorati». Gli accertamenti investigativi finora svolti dal sostituto procuratore Carla Canaia avrebbero fatto luce su un sistema di distrazione di somme, che avrebbe contribuito anche alla bancarotta, per la quale è in corso una seconda inchiesta affidata al sostituto procuratore Stefano Pesci. Le somme, in corso di quantificazione, non sarebbero finite sui conti correnti della società Roman Sport Center, ma su altri depositi riconducibili ad altre società orbitanti intorno alla Francesconi. Da lì, risulta all’inchiesta, sarebbero state fatte sparire su altri conti correnti bancari in corso di identificazione. L’inchiesta, comunque, presto potrebbe riservare interessanti novità.

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