È il sindaco Marino a girare la chiave del motore della nuova Città metropolitana. Da ieri infatti il consiglio metropolitano è ufficialmente eletto. Composto da 24 consiglieri provenienti dai consigli dei 121 Comuni che compongono la Provincia di Roma. Sindaco metropolitano di diritto il primo cittadino della Capitale. «Oggi diamo concretezza alla Città metropolitana - ha detto Marino aprendo la seduta a Palazzo Valentini con al fianco il commissario Riccardo Carpino - non si tratta di un astratto modello ma di un luogo per concretizzare politiche che toccano la vita quotidiana dei cittadini, il traffico, il tpl, i disagi sociali, le politiche della casa, il lavoro, la riqualificazione urbana, l'ambiente e il ciclo dei rifiuti. La Città metropolitana sarà un motore per un rinnovato slancio per Roma, il Lazio e l’intero Paese e ci mette al passo con lo sviluppo europeo. Ora la nostra città metropolitana, al pari di altri centri in Italia ed Europa, potrà attrarre capitali finanziari, investimenti e creare infrastrutture». Diverse le sfide, al momento squisitamente politiche, del nuovo ente, a partire dallo Statuto nel quale si definiranno ruoli e funzioni e sorpattutto i rapporti con la Regione. Un punto di forza per il sindaco Marino che subito mette in chiaro non solo la necessità di un rapporto privilegiato con la Regione guidata da Zingaretti ma la possibilità di quest’ultima di «devolvere alla città metropolitana funzioni ulteriori rispetto a quelle fondamentali così che i principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza trovino la loro più profonda e completa applicazione». Il primo giro di boa sarà comunque quello che dovranno compiere i partiti nel cercare un equiluibrio interno ed esterno al nuovo consiglio. Non sarà compito facile. L’unico partito ad avere già espresso il proprio capogruppo è Forza Italia che ha votato all’unanimità Ignazio Cozzoli come proprio presidente a Palazzo Valentini. Caos invece nel Pd dove la partita è ancora tutta da giocare innanzitutto con la scelta di Marino del suo vice. Il più votato è Mirko Coratti, già presidente dell’Assemblea capitolina e "favorito" sulla carta. Una parte dei democratici tuttavia preme per un "rappresentante" della provincia, caldeggiato tuttavia da una parte del Pd che ultimamente sembra perdere terreno negli equilibri interni al partito. Venerdì una nuova seduta deciderà sul regolamento provvisorio. Chissà se per quella data il sindaco Marino avrà sciolto la riserva sul suo vice. Un nome decisivo che potrebbe avere ripercussioni dirette anche in Campidoglio dove i mal di pancia per le azioni "in soltiaria" del primo cittadino sono sempre più frequenti.
Marino alza il sipario. Senza il vice
È il sindaco Marino a girare la chiave del motore della nuova Città metropolitana. Da ieri infatti il consiglio metropolitano è ufficialmente eletto.Composto da 24 consiglieri provenienti dai...
