Roma Capitale

Dopo la morte di Aurelia gli indagati tornano a casa Sordi

Non ancora aperto il testamento. Manca il via libera dell’anagrafe

Il conto alla rovescia prima della lettura ufficiale del testamento di donna Aurelia Sordi è già partito (manca infatti solo il documento dell’ufficio anagrafe del comune che certifica il trapasso della sorella dell’Albertone nazionale) ma ancora i punti di questa strana storia rimasti oscuri restano parecchi. Con la morte dell’anziana signora è venuto meno l’obbligo per alcuni degli indagati (dieci in tutto quelli, tra domestici e professionisti, iscritti dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte per i reati di circonvenzione di incapace) di frequentare la casa museo a due passi dalle terme di Caracalla, una delle zone più suggestive della Capitale. L’interdizione impediva ad Arturo Artadi (faccendiere storico della famiglia Sordi e principale sospettato del raggiro alla anziana donna) di avvicinarsi a donna Aurelia: con la morte della anziana signora, che da poco aveva tagliato l’invidiabile traguardo delle 97 primavere intanto, l’interdizione è invitabilemente caduta tanto che lo stesso Artadi, si era rifatto vivo, in favore di telecamere che lo hanno ripreso distrutto dal dolore per la perdita della padrona di casa, proprio in occasione del funerale della Sordi. Ed è qui che il paradosso diventa più vistoso: Artadi infatti era stato allontanato dalla donna su disposizione del tribunale del riesame che aveva accolto il ricorso della Procura. Da quel giorno della primavera scorsa quindi, l’ex tuttofare che per lunghi anni aveva fatto da autista al grande attore, era stato allontanato dalla villa-museo (e dalla fortuna tra opere d’arte e cimeli storici che contiene): ora che la donna è morta invece Artadi – così come gli altri membri della servitù finiti nel registro degli indagati – può inevitabilmente rimettere piede in quella che fu la casa dei fratelli Sordi e che potrebbe presto diventare un museo. Una situazione paradossale visto che Artadi (che risulta inserito nel board di una delle tre fondazioni intitolate ad Albertone) e il resto dei domestici erano stati allontanati proprio per evitare che, approfittando della malattia degenerativa che aveva colpito la Sordi, gli stessi personaggi potessero appropriarsi dei beni. Sarà la lettura delle ultime volontà di Aurelia Sordi comunque a segnare una delle ultime parole su questa vicenda dai tratti amari (in sospeso rimane infatti la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di quei personaggi, Artadi in testa, che avrebbero tentato di approfittare della demenza senile che aveva colpito la Sordi). L’atto verrà letto dal notaio appena saranno state espletate le formalità di rito: atto che potrebbe contenere al suo interno alcuni elementi inaspettati. Dalla sontuosa eredità della famiglia Sordi infatti (che si aggira tra beni mobili e immobili attorno ai cento milioni di euro) potrebbero essere rimasti esclusi proprio gli artefici della truffa a donna Aurelia. Un’ipotesi che potrebbe essere suffragata dal fatto che al momento della stipula dell’atto, Aurelia Sordi aveva impedito ad Artadi e al resto dei domestici, di assistere.

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