Roma Capitale

Un posto di lavoro nel cantiere in cambio di una cella migliore

Un ispettore della Penitenziaria condannato a quattro mesi

Un posto di lavoro per il fratello in cambio di una sistemazione più confortevole. Non si tratta di uno scambio di favori tra amici ma del rapporto tra un ispettore di Polizia Penitenziaria in servizio a Regina Coeli e un detenuto che scontava la sua pena nella terza sezione della casa circondariale. Secondo il tribunale di piazzale Clodio, le gentilezze reciproche tra il pubblico ufficiale Fabio Tomei e il detenuto Gianluca Piarulli costituirebbero un rapporto tra corruttore e corrotto. Per questo motivo i giudici hanno condannato entrambi a scontare quattro mesi di reclusione. La corte ha però dimostrato una maggiore clemenza nei confronti dell'agente: «Pena sospesa e non menzione» ha sentenziato il tribunale. Il reato sarebbe avvenuto nell'agosto 2010, quando l'ispettore avrebbe chiesto al detenuto una cortesia. L'agente infatti era venuto a sapere che la famiglia del recluso gestiva un'impresa edile e così aveva chiesto un posto di lavoro per suo fratello, all'epoca disoccupato. Un favore che Fabio Tomei avrebbe cercato di ottenere comprando la simpatia di Gianluca Piarulli. Piccole gentilezze che in un penitenziario possono significare un miglioramento sostanziale della qualità della vita. Il 27 agosto 2010 infatti, l'ispettore fece trasferire il suo nuovo amico nella seconda sezione del carcere, un'ala meno affollata e con celle più confortevoli. Il pubblico ufficiale avrà pensato che l'uomo gradisse una cella migliore, con tre posti letto invece dei sei della terza sezione. Piarulli aveva trovato proprio un buon amico. Una persona che pensava anche a trovargli qualche lavoretto interno al penitenziario, per guadagnare qualcosa e superare le monotone giornate dietro le sbarre. Ad inchiodare Tomei sarebbe stata la telefonata che Piarulli effettuò ai suoi familiari, il 28 agosto 2010, proprio il giorno seguente al suo trasferimento. I colleghi dell'ispettore l'avevano intercettata e così era iniziata l'indagine. Dopo il rinvio a giudizio, il detenuto era stato chiamato a testimoniare in aula: «L’ispettore mi ha contattato quando ero alla terza sezione, chiedendomi un favore per suo fratello - aveva serenamente dichiarato Piarulli - Lo stesso giorno in cui ho parlato con lui mi hanno trasferito in un’altra sezione. Durante la settimana potevo fare una sola telefonata a casa. E il 28 agosto ho chiamato e ho chiesto di assumere il fratello di Tomei». Ieri, dopo la condanna, l'avvocato Domenico Naccari, difensore dell'ispettore, ha affermato: «Ricorreremo in appello. Anche a fronte della modesta condanna riteniamo che il Tomei sia assolutamente estraneo a ogni contesto delittuoso».

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