Roma Capitale

Tossicodipendenze, doppio ruolo per il commissario

Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Passi per l’ingenua dichiarazione rilasciata ai microfoni de «Le Iene» - "sono in ufficio dal 2001 a non fare niente, tutto il giorno faccio parole crociate e...

Passi per l’ingenua dichiarazione rilasciata ai microfoni de «Le Iene» - "sono in ufficio dal 2001 a non fare niente, tutto il giorno faccio parole crociate e leggo" - ma la condanna della Corte dei conti avrebbe dovuto quanto meno far riflettere il sindaco Marino nel nominare Isabella Cozza commissario dell’Agenzia per le Tossicodipendenze, la cui chiusura è stata fortemente voluta dalla giunta e da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza di centrosinistra. La Cozza, già direttore del dipartimento capitolino alle Politiche Sociali, è stata infatti condannata dalla Corte dei conti con sentenza numero 949 del 2012 al pagamento di 7.000 euro in favore del Comune di Roma assieme all’ex presidente del II Municipio, Antonio Saccone. La condanna è legata proprio all’attività dell’ex minisindaco dei Parioli che, secondo i giudici, insieme all’attuale direttore del II Municipio, cioè la Cozza, affidò illegittimamente tre incarichi per responsabile della comunicazione e tre incarichi da consulente informatico senza che ne ricorressero i motivi previsti dalla legge di eccezionalità e temporaneità. La dirigente, dopo aver presentato appello contro la sentenza che la condannava, ha chiesto ed ottenuto che l’addebito sia stabilito nell’ammontare minimo di legge, nella misura del 30% della condanna. Con decreto n. 13 del 14 maggio 2013 la Corte ha dunque accolto l’istanza di definizione agevolata e ha determinato in euro 2.127,58 (pari al 30% della condanna oltre interessi) la somma da versare a carico dell’appellante in favore del Comune di Roma, oltre le spese di primo e di secondo grado (rispettivamente pari ad euro 137,75 e ad euro 43,86). Una vicenda sulla quale Fratelli d’Italia ha già promesso battaglia, ponendo l’accento sull’incarico di direttore del dipartimento alle Politiche sociali e commissario dell’Act: «ci chiediamo infatti come sia possibile questo doppio ruolo - commenta il capogruppo capitolino FdI, Fabrizio Ghera - in cui la Cozza esercita il ruolo di controllore e controllato e su questo ritengo vada fatta chiarezza».

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