Roma Capitale

Sassi contro bus, paura sulla linea 556

Ferite leggermente due giovani passeggere a bordo del mezzo Atac. È la terza aggressione in 72 ore. Per il Comune «si tratta di fatti isolati»

Tre aggressioni in tre giorni, su tutte le tipologie di mezzi pubblici: metropolitana, ferrovia leggera, autobus. Eppure, dal Campidoglio assicurano: «Nessuna emergenza sicurezza in città, tantomeno nell’ambito della mobilità. Si tratta di fatti isolati riscontrabili, purtroppo, in tutte le grandi metropoli del mondo». Dopo l’assalto di venerdì notte a un addetto di stazione presso la fermata della Metro A di Giulio Agricola e la rissa che si è scatenata sabato sera a bordo del trenino Termini-Giardinetti, fermo a Tor Pignattara, domenica si è verificato un nuovo, grave episodio: un gruppo di ragazzini ha preso a sassate il bus 556 mentre transitava in via Tovaglieri, nel quartiere Tor Tre Teste. Le pietre hanno spaccato un vetro laterale dell’autobus, ferendo lievemente due passeggere. Questa ondata di aggressioni arriva a poche settimane dai fatti di Corcolle, quando il 20 settembre scorso un gruppo di rifugiati politici assalì un autobus guidato da una giovane autista. Nei giorni successivi, dato il clamore mediatico, il prefetto Pecoraro derubricò l’accaduto a «un episodio isolato», lasciando intendere che la conducente si fosse «cercata» in qualche modo la reazione spropositata degli stranieri, saltando di proposito la fermata. Così, nonostante la protesta degli autisti andata in scena il 2 ottobre, la guardia è tornata ad abbassarsi, fino al week-end appena trascorso. Ma cosa stanno facendo le istituzioni per cercare di tamponare la situazione? L’assessorato alla Mobilità non crede che l’argomento rientri fra le sue competenze, ritenendo che il problema della sicurezza raccoglie la città nel suo complesso, di cui fanno appunto parte anche i mezzi pubblici. Stesso ragionamento dell’Atac, che comunque nell’ultimo periodo pare abbia cercato, «compatibilmente con le risorse che, come noto, non sono moltissime» di prendere qualche provvedimento. Secondo i dati forniti dalla municipalizzata, il 35% dei bus di superficie è dotato di cabina blindata, ma questi viaggerebbero soprattutto in centro dato l’abbondante fenomeno del vandalismo imperante in periferia; circa un terzo dei veicoli, inoltre, sono dotati di telecamera, che permette alle forze dell’ordine di recuperare i filmati di quanto accade a bordo. Infine, tutti i mezzi hanno con se un pulsante di allarme direttamente collegato con la Polizia di Stato. Ma questo può bastare? Evidentemente ancora no. Dal Campidoglio, come detto, non sono preoccupati, non oltre «la normale attenzione che diamo alle periferie ed alla loro riqualificazione». Ma gli autisti Atac dimostrano di essere arrivati allo stremo: «Sui mezzi di superficie accade di tutto – stiamo diventando come la New York degli anni ‘80», afferma Alessandro Neri, che è vicepresidente del sindacato Cambia-Menti oltre ad essere stato il macchinista presente all’aggressione di sabato sera a Tor Pignattara.

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