Roma Capitale

Danni al patrimonio archeologico Sigilli alla galleria Baccina 66

Verifiche sull’abitazione. Sequestrato il locale che ospitava le mostre

Dall’accusa di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi a quella di danneggiamento del patrimonio archoelogico, storico e artistico nazionale, passando per gli abusi edilizi. Dopo il ritrovamento di lastre di amianto sepolte sotto l’arena cinema del Circolo degli Artisti, il presidente dimissionario del club, Romano Cruciani, ieri mattina è stato svegliato, nella sua abitazione di via Baccina, nel quartiere Monti, dagli agenti di polizia giudiziaria del Primo gruppo della Municipale, che gli hanno notificato un nuovo avviso di garanzia. Su mandato del sostituto procuratore Alberto Galanti, i vigili urbani hanno eseguito perquisizioni sia a casa sua, al civico 69, sia al 67, sede dell’ex club della Roma, oggi occupato dalla galleria d’arte Baccina 66, di cui Cruciani detiene la "materiale disponibilità". Il locale è stato sottoposto a sequestro. Gli abusi edilizi, con conseguente ampliamento dei locali sotterranei, avrebbero procurato danni al patrimonio archeologico, che sarebbe presente al di sotto del livello stradale. L’indagine, va ricordato, è scattata in seguito all’esposto presentato a gennaio al Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale dalla soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma, a cui si era rivolto un ex dipendente della cooperativa che gestisce dal 1998 il Circolo degli Artisti e che avrebbe assistito agli scavi che sarebbero stati eseguiti irregolarmente in via Baccina. Esposto che si è sommato a quello presentato dalla stessa persona, D.C., riguardante invece il reato di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi che sarebbe stato commesso da Cruciani, all’epoca presidente della società che gestisce il club di via Casilina Vecchia, all’interno del giardino del «Circolo». Ieri, nel corso dei sopralluoghi, il tecnico della soprintendenza delegato dalla Procura a svolgere le indagini accanto agli uomini della Municipale, avrebbe riscontrato, almeno nel caso del civico 67, posto sotto sequestro, «danni al patrimonio archeologico», come riportato nell’esposto di D.C. Per quanto riguarda l’abitazione di Cruciani, al civico 69, resta ancora il giallo dell’aumento di superficie della dimora, che si estende nei sotterranei dove sarebbero stati realizzati una spa e una sala fitness. Una casa di lusso, dunque, che ha subito nel corso degli anni ben 5 variazioni catastali, passando da casa ultrapopolare (A5) a casa popolare (A4) di quattro vani, per poi diventare, nel 2013, un’abitazione civile di tipo (A2), di 10 vani. E qui c’è un’anomalia. Il passaggio da 4 a 10 vani, avviene infatti nel 2006, tre anni dopo l’ultimo condono edilizio nazionale. Come è avvenuta, allora, la lievitazione dei vani? Una domanda a cui cercheranno di dare risposte i tecnici delegati dalla polizia giudiziaria, nel corso di ulteriori indagini. Ma non è la sola domanda ancora in attesa di risposta. L’inchiesta della Procura è partita dallo strano caso del Circolo degli Artisti e su come abbia potuto trasformarsi in uno dei maggiori locali d’Italia, pur occupando da 16 anni abusivamente un’area comunale. La coop che gestisce il club non ha infatti mai firmato, con il Comune, un formale atto di concessione. Nello stesso tempo è però riuscita ad ottenere tutte le autorizzazioni di cui aveva bisogno.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.