Sono arrivati sotto al Campidoglio a suon di «Ole-le, ola-la, facce lavorà, facce lavorà» i lavoratori della Basf, l’inceneritore di rifiuti speciali (catalizzatori industriali esausti) di via di Salone, al Collatino. Un impianto attualmente oggetto di indagine da parte della Procura dopo le proteste soprattutto da parte dei comitati di quartiere per i presunti rischi di inquinamento ambientale. A difendere i propri posti di lavoro, circa 200, è stato un centinaio di partecipanti al sit-in di ieri mattina, davanti al Marco Aurelio, indetto dai sindacati confederali Cgil Cisl e Uil, e dai sindacati di categoria. «No alle strumentalizzazioni», «Io lavoro in Basf e sono una persona onesta», «Lavoratori Basf, non criminali», «No delocalizzazione», alcuni degli striscioni esposti dai dipendenti dell’azienda. Una delegazione dei quali, raccontano gli esponenti sindacali, «è stata ricevuta da Roberto Tricarico, della segreteria del sindaco Marino, che ci ha mostrato l’assoluta disponibilità ad aprire un tavolo di confronto interistituzionale con Regione, Provincia e gli altri soggetti in campo».
Basta strumentalizzazioni sit-in dei lavoratori dell’inceneritore Basf
Sono arrivati sotto al Campidoglio a suon di «Ole-le, ola-la, facce lavorà, facce lavorà» i lavoratori della Basf, l’inceneritore di rifiuti speciali (catalizzatori industriali esausti) di via di...
