Roma Capitale

Panico sulla Termini-Giardinetti Rissa e coltelli sul tram

Autista ancora sotto choc: «Mi hanno puntato l’arma contro»

È ancora allarme sicurezza sui mezzi di trasporto capitolini. Dopo i fatti di Corcolle, e l’aggressione di venerdì sera a due operatori della stazione Giulio Agricola della metro A, sabato notte è toccato all’autista del tram Termini-Giardinetti, che si è visto addirittura puntare un coltello sul collo al grido di «fatti i c… tuoi». Poi una bottiglia che vola e s’infrange contro il portante della cabina di guida e sangue dappertutto. Alessandro Neri non è né una ragazza indifesa, come poteva essere l’autista aggredita qualche settimana fa a Corcolle, né un mingherlino. Eppure sabato sera a Tor Pignattara se l’e’ vista brutta, pur uscendo indenne dall’ennesima aggressione che ha coinvolto un operatore di Atac. Il vicepresidente del sindacato Cambia-Menti, guidato di Micaela Quintavalle, è infatti anche un macchinista della ferrovia Termini-Giardinetti. Sabato sera, intorno alle 22, cinque uomini, «probabilmente pakistani e nordafricani» sono saliti a bordo del treno che stava effettuato la fermata all’incrocio fra la Casilina e via Acqua Bullicante e hanno iniziato a picchiarsi utilizzando anche bottiglie di birra rotte. «Si è svolto tutto nel giro di pochi minuti – racconta Neri, ancora scosso – a quanto ho capito, la rissa era iniziata fuori da un bar lì vicino, poi evidentemente due di loro sono scappati rifugiandosi nel treno, ma non hanno fatto altro che spostare la battaglia dentro il convoglio». Il macchinista ha ovviamente lasciato le porte aperte, facendo in modo che i passeggeri potessero scappare. «Ho schivato una bottiglia che si è spaccata sulla cabina di guida – racconta ancora Neri – mi sono spaventato, e uno di loro mi ha puntato il coltello e detto di farmi gli affari miei. Ma io non volevo certo immischiarmi. Anzi, appena ho potuto sono sceso anch’io dal treno». Finita la rissa, arrivate le forze dell’ordine, nel convoglio sono rimasti i pezzi di vetro e sangue dappertutto. «Uno di quelli che erano saliti aveva una ferita dall’orecchio alla spalla – ricorda ancora Neri – con il sangue che finiva ovunque. Ho avuto quasi più paura di quello che della rissa in sé». Con un post sui social network, sulla vicenda è intervenuta anche Micaela Quintavalle: «Alessandro sta bene, ma non è possibile andare a lavorare col terrore. E anche gli utenti che fuggivano ovunque non meritano queste realtà assurde». Ora Neri è ancora più deciso a portare avanti la battaglia intrapresa proprio dal suo sindacato per la sicurezza di macchinisti e conducenti: «Sulla Termini-Giardinetti la situazione è gravissima. Chiederò a Marco Mazzotti (il dirigente Atac responsabile della linea) di farsi avanti per sperimentare un servizio di vigilanza armata sui treni». Il 2 ottobre, Cambia-Menti e Usb avevano manifestato in piazza del Campidoglio chiedendo provvedimenti questa escalation di violenza. «Ci sono state 850 fra aggressioni e situazioni di pericolo in un anno, adesso basta», gridavano. Ma il bilancio andrà necessariamente aggiornato.

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