TIVOLI La campanella suona con orario ridotto, a mancare sono gli insegnanti. Non esistono anni scolastici facili per l’istituto professionale «Rosmini» che ogni volta si trova alle prese con patate a dir poco bollenti. Il problema numero uno per il 2014 è rappresentato dall’assenza di personale docente sufficiente a coprire i corsi fatti partire nel mese scorso, per cui gli allievi seguono le lezioni solo per quattro ore al giorno. Fino a questo momento a spiegare ai ragazzi come diventare bravi cuochi, meccanici ed estetiste è il personale a tempo indeterminato, mentre per gli altri formatori, quelli che lavorano con contratti annuali, pare ci sia ancora da aspettare. Il nodo della vicenda, trasformatasi in un braccio di ferro tra il sindaco, Giuseppe Proietti, e l’amministratore unico di Tivoli Forma srl, la società municipalizzata che si occupa di gestire la scuola, Bruno Ferraro, sta nell’opportunità o meno di ricorrere alle graduatorie uscite dal bando indetto dalla società lo scorso anno per individuare il resto del corpo docente. Secondo il primo cittadino sarebbe opportuno ricorrere alle liste di mobilità, tanto da aver chiesto alla Regione Lazio di fornire un parere sulla vicenda. «La legge obbliga gli enti pubblici di formazione a verificare se ci sono operatori in mobilità nel raggio di cinquanta chilometri – dice Proietti - per questo è stato posto un quesito alla Regione stessa che ha confermato questo passaggio». Di opinione diversa invece Ferraro, secondo cui la missiva oggi oggetto del contendere significa ben altro. «Ho chiesto un incontro che si terrà questa settimana per chiarire questo punto su cui io e il sindaco non siamo d’accordo» dice l’ex presidente del Tribunale di Tivoli. Intanto sul tavolo delle trattative, se così si possono chiamare, c’è finita pure una «controproposta» dal retrogusto un po’ amaro fatta dallo stesso Proietti: «Ci sono 22 amministrativi che hanno anche i titoli per fare i formatori, mi sembra che anche in questo caso la legge dica cose diverse. A questo punto perché non vengono spostati e utilizzati per coprire i corsi?». In attesa di conoscere le risposte che arriveranno a stretto giro di posta, nell’elenco dei problemi da risolvere entra di diritto pure quello delle aule. Una carenza cronica a cui la società a responsabilità limitata non è riuscita a porre rimedio e che oggi complica ulteriormente, se possibile, un quadro già abbastanza ingarbugliato di suo.
Mancano aule e insegnanti Al Rosmini lezioni a metà
Forti disagi per gli studenti dell’istituto professionale