«Vieni qui, in Italia si ruba bello mio, mica è come in Romania. Lì ti danno sette anni per una tuta dell’Adidas, qui svaligi i negozi che vuoi, Gucci, Armani, e nessuno ti fa niente. Ah, porta lo spray al pepe per non far abbaiare i cani!». In una delle decine di intercettazioni telefoniche che hanno portato all’arresto di una banda di ladri romeni, il boss arrestato ieri dai poliziotti di Ostia sprona un fedelissimo a trasferirsi nel «Bel Paese». «Facciamo il pane», dicevano ad indicare il «lavoro», ma solo «quando piove ed è buio, così non vede nessuno». Ad incastrare una banda di ladri esperti, gli agenti del Commissariato Lido in quasi un anno di indagini. L’operazione si chiama «Romania Express» perché la refurtiva dei colpi veniva prima fotografata come fosse un trofeo, impacchettata in scatoloni di aspirapolvere, o dentro tubi di ferro, e spedita alla moglie del numero uno del clan, ignara di tutto e costretta ad una vita di estrema povertà nel proprio paese d’origine. A lei arrivavano i pacchi «ma statti zitta – la incitava al telefono il marito -. Vedrai la sorpresa delle sorprese». S.G. il boss 37enne chiamato «il Mafioso», T.R. 22enne e M.T. 34enne, sono stati arrestati dagli uomini di Antonio Franco per aver messo a segno almeno cinque furti da novembre ad oggi. Due a Fiumicino, con annessa colluttazione con i proprietari delle ville derubate, due tra Axa e Infernetto e l’ultimo nel supermercato Panorama, a Ostia, dove sono stati rubati 50mila euro di elettrodomestici. L’indagine è scattata proprio dopo uno di questi colpi, a novembre 2013, nell’abitazione di un imprenditore romano. In quell’occasione i banditi rubarono numerose armi, regolarmente detenute, fuggendo con l’X Trail del proprietario, rintracciata poi in via Euripide. All’interno sorpresero un complice della banda, arrestato in flagrante, sorpreso insieme ad un "collega" riuscito a fuggire. Grazie a questo primo fermo, gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi del gruppo: tutti operai edili, riuscivano a copiare le chiavi delle case dove facevano lavori di ristrutturazione per poi svaligiarle nel cuore della notte. Due sono stati arrestati in flagrante nel corso di altrettanti colpi. Il capo, il 37enne, è stato rintracciato tra le baracche della pineta delle Acque Rosse, dove viveva da boss latitante. Capace di esportare centinaia di migliaia di euro dall’Italia alla Romania, si era rifugiato tra gli ultimi per sfuggire all’arresto. Quando gli agenti lo hanno sorpreso, dopo giorni di appostamento, camuffati con passeggini e bambini finti al seguito, ha tentato di fuggire spezzando un braccio ad un poliziotto. Insieme ai tre romeni, ora in custodia cautelare, sono stati denunciati tre loro connazionali, due uomini e una donna.
Rom di giorno, Diabolik la notte
Silvia Mancinelli «Vieni qui, in Italia si ruba bello mio, mica è come in Romania. Lì ti danno sette anni per una tuta dell’Adidas, qui svaligi i negozi che vuoi, Gucci, Armani, e nessuno ti fa...
