Roma Capitale

L’Abate di Santa Maria «scomunica» il sindaco Fontana

GROTTAFERRATA Il sindaco di Grottaferrata Giampiero Fontana, in sella dallo scorso 9 giugno è riuscito in una impresa che, a memoria d’uomo, non ha eguali quantomeno in epoca post Concordato. Con...

GROTTAFERRATA Il sindaco di Grottaferrata Giampiero Fontana, in sella dallo scorso 9 giugno è riuscito in una impresa che, a memoria d’uomo, non ha eguali quantomeno in epoca post Concordato. Con paio di uscite «sfortunate» parlando di Abbazia di Grottaferrata in occasione dell’ultimo Consilio comunale, il sindaco è riuscito a far andare su tutte le furie l’Egumeno della Badia Greca, padre Michel Van Parys, abate di Santa Maria dallo scorso 2013. Con una durissima lettera aperta inviata al sindaco ed all’intero Consiglio comunale, padre Michel stigmatizza le parole che Fontana ha pronunciato in Consiglio. «L’Abbazia non è commissariata: nella Chiesa cattolica questa parola indica un intervento disciplinare diretto della Santa Sede in seguito a gravi scandali morali o finanziari», dice l’Egumeno. Riferendosi al cambio ai vertici del 2013, quando l’Archimandrita padre Emiliano fu costretto a lasciare l’incarico per limiti di età (al suo posto Papa Francesco nominò amministratore apostolico il vescovo di Albano Laziale monsignor Marcello Semeraro), Fontana ha usato termini che all’ombra di San Nilo considerano altamente irriguardosi. «Non esiste una "diarchia" nel governo dell’Abbazia. Non si capisce dove il Signor Sindaco abbia attinto le sue informazioni, che appartengono sia al ìwishful thinking» sia alla «science fiction». Ritengo che notizie così infondate offendano la comunità monastica e le persone nominate dal Santo Padre. Noi non ci permetteremmo mai di diffondere pubblicamente informazioni fantasiose sul conto dei responsabili politici del Comune di Grottaferrata», ha aggiunto poi padre Michel in uno dei passaggi più severi della lettera, elencando poi virtù, ruoli e funzioni della comunità monastica e, soprattutto, di una Abbazia che da oltre mille anni rappresenta un unicum nel contesto della Chiesa di Roma. Uno scontro diplomatico che, esploso oggi, ha avuto però origine nelle scorse settimane. Era agosto quando l’Amministrazione comunale da poco insediata individuò nel cortile dell’Abbazia il luogo più adatto per svolgere una sfilata di moda di uno stilista mediorientale. Una scelta che mandò su tutte le furie i monaci basiliani che si opposero duramente costringendo il comune a ripiegare su piazza Cavour. Il sindaco, già sotto pressione per la vicenda degli impianti sportivi, deve trovare il modo di recarsi – magari con uno dei suoi stretti collaboratori – oltre il fossato dell’Abbazia e ricucire lo strappo.

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