Il giorno della verità potrebbe essere venerdì. Quando dovrebbe essere aperto il testamento di Aurelia Sordi, sorella del popolare Alberto, e unica erede del suo patrimonio. Sarà il suo testamento ad aggiungere un nuovo tassello ad una vicenda estremamente complessa. Di sicuro non sarà l'ultimo tassello anche perché le ultime volontà di Aurelia potrebbero essere impugnate da almeno 37 parenti che sono stati estromessi. L'ingente patrimonio della "signorina" Sordi, infatti, è da tempo sotto la lente della procura di Roma che a settembre a rinviato a giudizio 10 persone per una presunta "truffa" ai danni di Aurelia. Secondo le carte dell'indagine condotta dal pm Eugenio Albamonte, Arturo Artadi, autista di Alberto Sordi e 'factotum' nella villa a Caracalla, avrebbe cominciato a maturare l'idea di mettere le mani su buona parte dell'ingente patrimonio di famiglia dopo aver scoperto che il testamento sottoscritto nel 2011 davanti al notaio Alfredo Maria Becchetti (unico testimone) da Aurelia lo escludeva di fatto come beneficiario al pari di tutti gli altri collaboratori. Stando a quanto accertato dalla procura, una copia di quel testamento, che destinava il patrimonio (ammontante ad alcune decine di milioni di euro) alla Fondazione Museo intitolata all'attore (deceduto nel 2003) e designata erede universale, rimase in casa e finì nelle mani di Artadi che lo avrebbe poi mostrato all'avvocato civilista Francesca Piccolella. Artadi avrebbe così acquisito consigli utili per fare in modo che la delega che gli avrebbe consentito di operare su tutti i conti correnti riconducibili ad Aurelia fosse giuridicamente ineccepibile. La procura ha anche riscontrato che, dopo la scoperta del contenuto di questo testamento, cominciarono a lievitare le spese sostenute nella villa Sordi da tutti i collaboratori proprio mentre le condizioni di salute mentale di Aurelia peggioravano sensibilmente. In quel periodo, ad esempio, vennero rinegoziati i contratti di lavoro che legavano i dipendenti alla villa, con un sensibile aumento del salario. E in estate, Aurelia Sordi, che era abituata ad alloggiare in un modesto albergo a Scanno in compagnia di una persona, si trovò ad estendere il soggiorno a tutto lo staff di lavoratori ospitato in un hotel a cinque stelle.
Testamento Sordi, in 37 pronti a impugnarlo
Venerdì si conosceranno le ultime volontà di Aurelia, sorella del popolare attore e sua unica erede
