Roma Capitale

Il centro per la cura dell’Alzheimer ora «ricovera» gli immigrati

Da una parte gli ammalati, dall’altra i profughi di Mare Nostrum

Nato come centro per la cura e l’assistenza ai malati di Alzheimer, da venti giorni circa «Le Betulle», tre casali ristrutturati in uno degli ultimi angoli verdi dell'Infernetto, si è evoluto in «villaggio della solidarietà» aperto a giovani immigrati richiedenti asilo politico. A fare quella che è una vera e propria scoperta anche per lo stesso assessore alle Politiche Sociali del X Municipio, ignara a suo dire di una iniziativa presa dal V dipartimento del Comune di Roma, sono stati i residenti del quartiere, allarmati dal continuo viavai di stranieri in prossimità della struttura. Inaugurata lo scorso mese di marzo proprio dall’assessore Emanuela Droghei e – sarà un caso? - dall’allora ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge, il centro in via Salorno ospita oggi diciotto profughi di Mare Nostrum, secondo i cittadini, minori richiedenti asilo politico, secondo l’amministrazione municipale. Malati da una parte e immigrati dall’altra, dunque. «Non ne sapevo nulla – spiega l’assessore Droghei -, è un servizio del V dipartimento. Mi è stato detto, tuttavia, che gli immigrati sono tutti minori richiedenti asilo politico tra i 14 e i 16 anni, ma il Municipio non è stato minimamente coinvolto nell’iniziativa né tantomeno messo al corrente dall’assessore capitolino Rita Cutini, con la quale mi relazionerò presto per avere informazioni». Possibile che le amministrazioni locali, che presenziarono all’inaugurazione del centro per i malati di Alzheimer, siano state letteralmente scavalcate e snobbate dal Campidoglio? «È un fatto inaccettabile – risponde Mariacristina Masi, consigliere locale nelle fila di Forza Italia - che dimostra, ancora una volta, come questa amministrazione sia lontana dal comune sentire della città. Cosa pensa Tassone, che questo territorio possa diventare un luogo di accoglienza per permettere a Marino di gestire gli immigrati, di cui, con superficialità, si è fatto carico? È in grado, il presidente, di battere i pugni sul tavolo per difendere il Municipio dalla folle visione di questo Sindaco? A quanto pare no, tanto da mascherare operazioni di accoglienza agli immigrati con l'assistenza ai nostri malati, superando ogni limite di decenza». «Le due cose, assistenza ai malati di Alzheimer e centro di accoglienza per richiedenti asilo politico non possono coesistere – aggiunge Claudia Martucci, presidente dell’associazione Amici dell’Alzheimer Onlus -. L’assessore Droghei mi ha assicurato che non ci sarà promiscuità, ma trovo stupefacente che nessuno in Municipio fosse stato messo al corrente di quanto stava accadendo all’interno dell’area, neanche dalla cooperativa Domus Caritatis che la gestisce? Possiamo stare sicuri che il centro di accoglienza non si trasformi in tutt’altro, come avvenuto nell’ex colonia Vittorio Emanuele?».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.