Roma Capitale

A un anno dalla morte Priebke crea ancora tensione

ALBANO LAZIALE Una domenica ad alta tensione anche se, alla fine, tutto è filato liscio. Ma sono serviti oltre 150 uomini tra polizia e carabinieri per consentire lo svolgimento dell’annunciata...

ALBANO LAZIALE Una domenica ad alta tensione anche se, alla fine, tutto è filato liscio. Ma sono serviti oltre 150 uomini tra polizia e carabinieri per consentire lo svolgimento dell’annunciata manifestazione di Forza Nuova che dopo il rinvio di sabato ha dunque inaugurato la propria piccola sede di via Cavour 5. Uno spiegamento di forze dell’ordine ingente, almeno una dozzina di blindati del Reggimento Campania dei carabinieri e del reparto Celere. A quasi un anno esatto dai fatti del 15 ottobre 2013 quando Albano Laziale divenne terra di scontro tra esponenti di estrema destra ed antifascisti in occasione dei funerali lefevbriani di Erich Priebke, la città è nuovamente ripiombata in quel clima. Una cinquantina i militanti del partito di estrema destra che si sono radunati nel tratto di via Cavour praticamente reso inaccessibile dai blindati: a poche centinaia di metri, nella sottostante piazza San Pietro, meno di 200 antifascisti mandavano in scena il proprio presidio. Ampiamente annunciata dal lungo tam tam della scorsa settimana, la manifestazione di Forza Nuova ha visto la partecipazione del coordinatore dei Castelli romani Matteo Stella, di quello della provincia Nord, Gaetano Micheloni e del segretario nazionale Roberto Fiore. «Noi non ci facciamo intimidire e apriamo questa piccola sede che sarà un luogo di solidarietà: da questo nostro presidio daremo assistenza agli italiani, ormai esposti al rischio di una vera incontrollata invasione di stranieri. Noi siamo l’unica speranza degli italiani in un momento di grande crisi e di grande pericolo: noi pensiamo ai cittadini, il governo pensa ai matrimoni gay ed a regalare centinaia euro a chi ospita un immigrato», hanno detto. «Albano è e resta antifascista: non cadiamo nella trappola della mistificazione della storia e rivendichiamo il nostro profondo antrifascismo», hanno gridato i manifestanti. Qualche scambio di insulti a distanza ma i manifestanti non sono entrati in contatto. «Devo ringraziare il questore per la sensibilità mostrata – dice il sindaco Nicola Marini –, in questo modo sono stati evitati i fatti dello scorso anno. Se avessi negato questa manifestazione il fronte di estrema destra sarebbe cresciuto diventando meno facilmente controllabile. Voglio però ricordare che se oggi chiunque, legittimamente, può aprire la propria sede politica, questo è possibile solo grazie al sacrificio di quanti in quegli anni di guerra hanno dato la propria vita». Insomma, ad un anno di distanza il fantasma di Priebke fa ancora paura. Ad un costo sociale, quello per sostenere l’ingente spiegamento di forze, decisamente inaccettabile.

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