Si scaldano i motori della neonata Città metropolitana, ente sinora sconosciuto ai cittadini, al punto che l’elezione dei 24 consiglieri è avvenuta "in casa", cioè tra gli eletti nei 121 comuni della Provincia di Roma. E sì, perché della Provincia si parla. Abolita la rappresentanza politica eletta direttamente dal popolo in virtù della spending review voluta da Monti, si è pensato di creare una sede di confronto (necessaria e opportuna) tra i rappresentanti dei comuni che condividono tra loro strade e infrastrutture. I 24 consiglieri metropolitani eletti domenica scorsa, sono stati convocati (al momento a mezzo stampa e non ufficialmente) il 21 ottobre. Per quella data il sindaco Marino dovrà scegliere il suo vice. Non è impresa facile. Il presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti (già escluso clamorosamente dalla giunta) è stato il più votato con oltre cinquemila "punti". Esponente di peso dei Noidem, non chiede ma attende fiducioso la nomina a vicesindaco metropolitano. Un braccio di ferro dentro e fuori il partito. Una parte dei democratici infatti punta a una rappresentanza della provincia per la carica numero due e insiste su Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo arrivato terzo nella lista del Pd. Poche, al momento, le chances. Mentre a livello locale si "ragiona" sulle poltrone, i sindaci di tutta Italia, ieri a Firenze, hanno invece tracciato la linea per il futuro del nuovo ente, ovvero il riordino delle funzioni amministrative da sintetizzare in uno statuto con una precisa tempistica, concordata con Governo e Regioni. Tutto accompagnato dal corrispondente trasferimento delle risorse congrue e necessarie alla loro gestione, che scandisca l’iter di adozione di tutti i provvedimenti necessari. E ancora: un quadro normativo in materia di federalismo fiscale che assicuri alle Città Metropolitane risorse proprie. «Noi sindaci, che mettiamo la faccia ogni giorno - ha infatti chiarito Marino - chiediamo di avere risorse dirette per il trasporto locale e per utilizzare direttamente i fondi dell’Unione europea. I sindaci delle città devono rispondere ogni giorno a temi come asili nido, organizzazione della raccolta dei rifiuti, trasporto. Visto che ci mettiamo la faccia vogliamo anche le risorse per rispondere ai nostri cittadini». Senza risorse adeguate insomma l’ambizioso progetto delle Città metropolitane rischia di fallire sul nascere, trasformandosi in un mero teatrino della politica dove regna il tutti contro tutti. I sindaci dei Castelli romani hanno già fatto "cordata" contro Roma Capitale. E chi mal comincia...
Città metropolitana, si comincia
Il nuovo consiglio convocato per il 21. Partita aperta per il vicesindaco