Cori e striscioni contro il Piano scuola e il Jobs act, fumogeni colorati e caos traffico. Ieri è iniziato ufficialmente l’autunno caldo delle proteste, con gli studenti in piazza per protestare contro il governo Renzi. La manifestazione, partita alle 10.30 da piazza della Repubblica, è arrivata fino a viale Trastevere, sotto la sede del ministero dell’Istruzione bloccando, di fatto, mezza città. Linee dell’autobus deviate e strade chiuse hanno caratterizzato il "venerdì nero" della Capitale, che ha dovuto fare i conti anche con altre tre manifestazioni. Oltre agli studenti, infatti, a piazzale Clodio hanno sfilato in corteo anche i Movimenti per il diritto all’abitare, mentre al Circo Massimo, per la kermesse di tre giorni del Movimento 5 Stelle, iniziata alle 18, il blocco al traffico nell'intera zona è iniziato dalla mattina. Fino a giovedì sera la manifestazione degli studenti, dopo aver percorso via Cavour e via dei Fori Imperiali, si sarebbe dovuta fermare a largo Santi Apostoli. In mattinata, però, è arrivata la richiesta di raggiungere il Miur. Insieme agli studenti, al corteo hanno partecipato anche i Cobas e Flc Gcil, in rappresentanza dei professori e dei precari. «La buona scuola siamo noi» e «Cambia il vento ma noi no», sono alcuni degli striscioni di apertura del corteo. Qualche migliaio di persone, 20 mila secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza «per contestare il governo che non sa fare altro che retorica - hanno detto - Vogliono far entrare i privati nelle nostre scuole, ma noi non ci stiamo. Non vogliamo una scuola azienda. Vogliamo che sia uguale per tutti. Ieri è stato approvato il jobs act, che è un attacco al tessuto sociale». Presenti alla manifestazione anche i Cobas. Proprio tra questi e gli studenti, quasi davanti al Miur, ci sono stati attimi di tensione a causa di una bandiera del sindacato in apertura: «Gli accordi erano quelli di arrivare senza bandire sotto il ministero», hanno reclamato gli studenti. I rappresentanti dei sindacati, però, hanno risposto a muso duro e il clima si è surriscaldato: «Senza di noi non andavate da nessuna parte». La vicenda, però è subito rientrata e alla fine la manifestazione si è conclusa senza tensioni. Durante il corteo, poi, uno stop davanti al Campidoglio per chiedere al sindaco Ignazio Marino che «Roma diventi come le altre capitali Europee». Mentre davanti alla fermata Cavour della metro B, gli studenti hanno chiesto «trasporti gratuiti». A piazzale Clodio, invece, i Movimenti per il diritto all'abitare hanno organizzato un sit-in, e poi un corteo fino alla sede Rai in viale Mazzini, durante l'udienza davanti al tribunale del riesame che deve esaminare la richiesta della difesa di revocare gli arresti domiciliari per i leader Paolo Di vetta e Luca Fagiano. Anche qui le strade chiuse e il caos traffico hanno creato non pochi disagi alla circolazione.
Venerdì nero, traffico in tilt Capitale ostaggio degli studenti
A piazzale Clodio sit-in dei Movimenti per liberare Di Vetta e Fagiano
