Roma Capitale

Cadavere carbonizzato nell’auto in fiamme: è giallo

L’uomo seduto in modo scomposto nei sedili posteriori

FIUMICINO Seduto in modo scomposto sul sedile posteriore di una Nissan Micra, ormai avvolta dalle fiamme. Carbonizzato, come tutti gli elementi che avrebbero potuto dargli un’identità. È giallo sul rinvenimento di un cadavere avvenuto la notte tra giovedì e venerdì scorsi in via Coccia di Morto, all’altezza di via delle Acque Basse, a Fiumicino. A trovarlo i vigili del fuoco, intervenuti alle 2,30 per spegnere l’incendio di un’auto in sosta al margine della carreggiata. Una volta domato il rogo, la scoperta del corpo ormai ridotto ad uno scheletro, adagiato dietro al sedile lato guida. Il cadavere, sulla cui identità solo l’autopsia potrà dare una risposta certa, apparterebbe al titolare dell’utilitaria, un 70enne romano incensurato, che da tempo aveva scelto di vivere in macchina, limitando i contatti con i propri famigliari. Sentiti dagli investigatori, i figli avrebbero confermato di sentire sporadicamente il padre e di non aver potuto chiamarlo in quanto privo di cellulare. La vittima, trovata ormai carbonizzata e irriconoscibile, presentava segni di fratture provocate, sembrerebbe, dal getto ad alta pressione utilizzato dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio della macchina, ignari della presenza dell’uomo all’interno. Al vaglio degli investigatori innanzitutto la conferma che si tratti del 70enne intestatario della Micra, le cause della morte, avvenuta prima o durante il rogo, e la possibilità che le fiamme siano state appiccate da qualcuno volontariamente. Sul posto i vigili del fuoco e gli agenti della Scientifica non avrebbero trovato alcun tubo di gomma che avvalorerebbe l’ipotesi di un suicidio. L’anziano, che era solito dormire in macchina pur avendo una casa a Fiumicino, potrebbe esser stato ammazzato nel sonno da qualche balordo che possa aver appiccato l’incendio. Inesistenti, tuttavia, i moventi di un possibile omicidio. L’anziano pare non avesse conti in sospeso con creditori, sicuramente non aveva trascorsi con la giustizia e da tempo aveva scelto di vivere ai margini. Altra ipotesi non esclusa dagli investigatori quella secondo la quale la marmitta catalizzata dell’auto, a contatto con l’erba sulla quale l’auto era parcheggiata, possa aver preso fuoco uccidendo l’uomo all’interno. Gli uomini agli ordini del dirigente Fabio Abis non tralasciano alcuna pista. Qualcuno, tra i conoscenti della presunta vittima, avrebbe raccontato che il 70enne si era sottoposto da poco ad un delicato intervento chirurgico, forse rivelatosi inutile, avvalorando così l'ipotesi del suicidio. Tutto questo sarà chiarito dall'esame autoptico sulla salma, previsto nei prossimi giorni.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.