La voce dei costruttori romani ieri s’è alzata più forte che mai contro le istituzioni. L’assemblea annuale dell’Acer all’Auditorium Parco della Musica si è aperta con le durissime parole del presidente Edoardo Bianchi che ha sfogliato simbolicamente l’ultimo numero della rivista mensile dell’associazione, intitolata, per l’occasione, «Un anno di niente». AMMINISTRAZIONE IMMOBILE Una pubblicazione fatta di pagine bianche che il presidente ha riempito con un lungo discorso, sciorinando dati ed elencando i nodi mai sciolti di una politica amministrativa «che non fa niente per far ripartire un settore, quello dell’edilizia, che a Roma, da solo, rappresenta il 30 per cento del pil». «L’urlo lanciato un anno da dall’intero comparto alla nostra Assemblea - ha detto Bianchi - è rimasto colpevolmente inascoltato. Non si cerchino scuse, ciascuno rifletta sulle proprie responsabilità. Ci auguriamo che il suicidio collettivo in atto venga in extremis sventato, evitando così di essere tra i candidati al Premio Nobel per aver dato sostanza e materializzato il "Niente"». NESSUN PASSO IN AVANTI Cosa è cambiato dallo scorso anno? Solo i dati, ancor più negativi rispetto a 12 mesi fa. Ma il vero bersaglio di Bianchi è la politica: «Davanti a questa fase di recessione le istituzioni sembrano smarrite, incapaci di afferrare il bandolo di una matassa che strangola il Paese. Il confronto con gli interlocutori istituzionali, pur continuo, è stato privo di risultati concreti». Poi un tuffo nel passato. «Sono ormai trascorsi diciotto anni dalla "Variante delle Certezze" e ancora molti programmi vagano nell’incertezza. Ma la cosa più grave è che da oltre un anno il tema sembra non essere più nell’agenda comunale, nonostante le ripetute dichiarazioni di voler dare piena attuazione alle previsioni del Prg». SCELTE FALLIMENTARI Poi una critica severa alle scelte dell’Amministrazione capitolina: «Sono anni che i programmi per gli investimenti di Roma Capitale vengono finanziati, in gran parte, con le dismissioni degli immobili. Ma questa scelta si è dimostrata fallimentare. Il programma di dismissioni ERP è stato realizzato solo per un 10% - ha spiegato - 700 alloggi venduti su 7.000. Anche la vendita di 600 immobili del patrimonio comunale, che avrebbe dovuto garantire entrate per 240 milioni, rischia di essere un flop. Con questa politica di bilancio non si va da nessuna parte». Poi tocca ai programmi per l’edilizia agevolata. «Sono trascorsi ormai dieci anni dal bando regionale per la realizzazione di case per il mercato della locazione agevolata - ha rincarato la dose Bianchi - e fino ad oggi non è stato realizzato neppure un alloggio. Finanziamenti regionali stanziati, rimodulati, scomparsi e poi riapparsi, disciplina dei rapporti tra Comune e operatori in continua evoluzione, hanno caratterizzato questo decennio». E ancora: «Circa 220 mila domande di condono edilizio giacciono nelle stanze di Risorse per Roma. Attualmente l’ufficio preposto riesce ad evadere 9 mila pratiche all’anno. Per completare il lavoro, così serviranno ancora 25 anni. Parliamo di incassi per Roma Capitale di almeno 200 milioni di euro». GRANDI PROGETTI Di contro, ha spiegato Bianchi, «notiamo l’impegno dell’Amministrazione e della politica verso il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Il nostro interesse è, invece, che arrivino finalmente a definizione i tanti programmi che da anni languono nelle stanze dell’amministrazione. Se non si comprende questa esigenza elementare vuol dire che chi ci amministra vive ai confini della realtà. Ci chiediamo se la vera emergenza oggi sia la realizzazione del "Ponte dei Congressi" (per il quale Roma Capitale ha ricevuto dallo Stato uno stanziamento di 150milioni di euro, ndr), piuttosto che mettere mano, finalmente, e con un piano organico, al ripristino di condizioni di normale vivibilità delle infrastrutture della nostra città».
L’ira dei costruttori: un anno di niente
Il presidente dell’Acer Bianchi: «In 12 mesi nessun passo in avanti Istituzioni incapaci di reagire alla crisi. La casa è in fondo all’agenda»