Non solo non molla ma rilancia. La protesta dei «passeggini vuoti» contro il rincaro delle tariffe e sull’abolizione dell’esenzione per il terzo figlio, deciso dal Campidoglio non è andata proprio giù al sindaco Marino, che ieri è tornato sull’argomento lanciando un messaggio chiaro: «Questa è una manifestazione strumentale. Quello che noi abbiamo fatto è proteggere le tariffe per i nidi, aumentare i posti per i nidi. Oggi (ieri ndr) ho chiesto all’anagrafe di calcolare quante sono le famiglie a Roma che hanno più di due bambini, cioè un bambino al di sotto di tre anni, e sono 5.963 - spiega il primo cittadino - adesso stiamo controllando i redditi. Capisco che per chi guadagna 150mila euro all’anno o anche un milione gli faceva piacere mandare il terzo figlio a spese del pubblico. Io penso che chi guadagna queste cifre possa pagarsi il posto nell’asilo nido. Penso che con i soldi di quella persona benestante dobbiamo aprire più posti per chi, invece, ha meno risorse economiche». Non è proprio così, considerato che l’esenzione per il terzo figlio è previsto fino a un reddito Isee di 10mila euro, poi sconti graduali man mano che sale il reddito. Polemiche a parte, sarà il Tar a decidere se l’abolizione di fatto per l’esenzione del terzo figlio sia valida o meno. Resta il fatto che l’anno scolastico nella Capitale sembra essere partito col piede sbagliato. All’accordo sulle mense, che ha risolto un nodo insidioso, si è aggiunto il pasticcio dei buoni libro. Una procedura complicatissima, con scambio di email, password e codici vari, alla quale si sono aggiunti i soliti furbetti di turno. Al punto che il Campidoglio è stato costretto a una precisazione: «Nei primi 10 giorni utili per la presentazione delle domande per i buoni libro per le scuole medie e superiori, sono pervenute numerose richieste anche in presenza di redditi superiori al limite previsto. L’assessorato alla Scuola di Roma Capitale precisa che il contributo per l’acquisto dei testi scolastici spetta solo alle studentesse e agli studenti appartenenti a nuclei familiari con reddito Isee non superiore a 10.632,94 euro, come già reso noto e come chiaramente specificato sul portale istituzionale di Roma Capitale. Il fatto che giungano domande anche da chi non ha diritto ha il solo effetto di rallentare le procedure e di ritardare la consegna dei buoni libro». Le domande si possono presentare, esclusivamente online tramite il portale di Roma Capitale entro il 15 ottobre. Tra nuove regole, furbetti e procedure forse eccessive, il risultato è che ad oggi ci sono migliaia di bambini che vanno in scuole più care e non hanno ancora libri.
Marino non molla: i ricchi paghino il nido
Il sindaco replica alle proteste in piazza contro il caro tariffe per gli asili: «Le famiglie col terzo figlio sono 5.953, controlleremo i loro redditi»
