Roma Capitale

Città metropolitana al verdetto finale

I consiglieri eletti votano oggi per il nuovo consiglio che sostituirà la provincia

È il battesimo di un nuovo organo politico ancora tutto da "creare", l’elezione del Consiglio della costituenda Città metropolitana, ovvero la rivisitazione delle "vecchie" province. Urne aperte dalle 8 alle 20 a Palazzo Valentini, a seguire lo spoglio. Nonostante si tratti di un’elezione di secondo livello, gli elettori sono solo i consiglieri eletti nei 121 comuni di Roma Capitale e provincia che sono poi gli stessi candidati. Un’elezione "in casa" si direbbe. E come in tutte le case, anzi in tutti i condomini considerato che sono 6 in partiti in gara, si litiga. Ventiquattro posti che se al cittadino non dicono nulla, per il momento, a livello politico invece potrebbe dire molto. Le ripercussioni sugli assetti interni, ed esterni, soprattutto in Campidoglio sono infatti scontate. Sei i partiti in lista: Partito democratico; Forza Italia; Movimento 5 stelle; Dalle Città uguaglianza e libertà (Fratelli d’Italia ndr); Territorio e Partecipazione; Nuovo Centrodestra. A fare la parte del leone sia come candidature che come peso elettorale, i consiglieri capitolini. I democratici innanzitutto. Praticamente già eletti Coratti (presidente dell’Assemblea capitolina e in pole per la carica di vicesindaco metropolitano); Svetlana Celli (praticamente l’unica donna in area elezione), Corsetti, Nanni, Palumbo, Paris e Pedetti per quanto riguarda i capitolini, Alessandri, Ascani e Sordi per la provincia. Tutto liscio? Non proprio, dipenderà dal risultato ottenuto e numeri alla mano si aprirà da domani mattina la vera partita, quella per il vice di Ignazio Marino. Poche sorprese previste anche in casa Sel, dove Maria Gemma Azuni non sembra avere rivali, così come in casa "Grillo". I 5 Stelle, dopo la battaglia per la raccolta firme necessaria alla presentazione della lista, puntano ad eleggere Stefano e al secondo seggio con De Vito. Sorpese attese invece in casa centrodestra. A partire dal Nuovo centrodestra, dove l’uscita della capogruppo capitolina, Belviso, darà contare un voto in meno tra i duellanti Priori e Pomarici. Decisivo anche per gli equilibri interni il voto di Cantiani, indeciso fino a ieri. La notte certamente avrà portato consiglio. Così come al consigliere della Civica Amore per Roma, De Palo, che gli ultimi gossip davano intenzionato a votare per un collega di Forza Italia. Qui la partita sembra già chiusa sui quattro dati per "certi": Volpi (area Gramazio-Quarzo); Giordani (Aracri-Palozzi); Eufemi (Tredicine) e Cozzoli (Ciocchetti-Sbardella). In bilico Cacciotti e Rubeis dell’area Tajani. A decidere sarà il voto del coordinatore romano Bordoni. Vero giallo, invece, sulla posizione della civica con Alfio Marchini e Alessandro Onorato, due voti se non decisivi per l’elezione, certamente per la composizione del podio. La posizione pseudo ufficiale è quella dell’astensione. Ufficiosamente invece Marchini darebbe la preferenza al candidato augelliano Priori, come primo segno di un progetto che li vedrebbe Marchini e Augello insieme in una lista civica del prossimo futuro (magari quella annunciata ieri dalla Belviso?). Onorato invece avrebbe chiuso sul candidato azzurro Volpi. Ancora, il consigliere del Misto, Dinoi voterebbe per Coratti, stessa scelta probabile anche per quello di Centro democratico, Caprari. Un gioco delle parti che sarà comunque chiaro a spoglio effettuato. Così pochi elettori per 24 consiglieri sono infatti facilmente "individuabili". Gli effetti molto meno.

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