È morto a causa di «un reiterato traumatismo contusivo del capo con frattura temporale destra e emorragia sub aracnoidea diffusa» Muhammad Shahzad Khan, il trentenne pakistano deceduto in un angolo buio di via Pavoni, a Torpignattara, dopo il pestaggio avvenuto lo scorso 18 settembre e che vede come principale imputato il giovane Daniel, diciassettenne del quartiere che ha ammesso di avere colpito l’immigrato dopo un banale litigio. L’esame autoptico eseguito dall’istituto di medicina legale della Sapienza ha confermato quindi l’ipotesi avanzata dai carabinieri della compagnia del Casilino diretti dal maggiore Pantaleone Grimaldi, che avevano stretto le manette ai polsi del giovane romano nelle ore immediatamente successive alla rissa costata la vita al giovane extracomunitario. E se l’autopsia ha quindi chiuso il cerchio sulle circostanze della morte di Shahzad, l’esame probatorio che si è tenuto ieri davanti al pm della procura minorile Paoletta invece ha lasciato aperte altre strade. Il ragazzo infatti, interrogato dai giudici assieme ai testimoni che hanno assistito alla scena, ha dichiarato di avere colpito il giovane pakistano con un pugno sul lato sinistro del volto e di avere poi infierito sul suo corpo quando Shahzad si trovava già a terra, senza però infierire sul volto dell’uomo. Una deposizione – che sarebbe stata confermata anche dai testi ascoltati ieri – che stride però con quanto stabilito dai sanitari (che certificano gli emato mi sul lato destro del viso) e che potrebbe aprire la strada ad una seconda ipotesi, avallata dallo stesso indagato che si trova ancora agli arresti in una struttura minorile, e che vedrebbe lo stesso Shahzad vittima di un pestaggio precedente che gli avrebbe lasciato sul viso i segni delle botte. Nella sostanza, compendiata nella richiesta del riesame presentata dai legali del diciasettenne romano, la vittima – che da poco aveva subito un lutto familiare e che si aggirava per le vie del quartiere canticchiando a mezza voce le Sure del Corano – sarebbe stato picchiato in due diverse occasioni da due diversi gruppi e sarebbe morto in seguito alle ferite riportate dalla caduta contro l’asfalto subite dopo l’aggressione di Daniel. Una storiaccia su cui i giudici del riesame si pronunceranno nei prossimi giorni e che, manifestazioni colpevoliste e innocentiste a parte, ha lasciato sull’asfalto la vita di un giovane padre e rischiano di distruggere l’esistenza di un bulletto di periferia, arrestato per una rissa finita con un morto per strada.
Torpignattara, il pakistano fu pestato a morte
L’autopsia svela che il 30enne ha ricevuto più colpi alla testa. Il ragazzo di 17 anni arrestato aveva detto di avergli dato un solo pugno VIDEO/1 VIDEO/2
