La contabilità del Circolo degli Artisti finisce nel mirino della Procura della Repubblica di Roma. Il filone si annuncia esplosivo. Perché alle sospette violazioni ambientali e ai rapporti con l’area democrat capitolina, che potrebbero aver consentito al locale notturno un’ascesa senza precedenti pur occupando dal 1998 un’area comunale senza le relative autorizzazioni, si aggiungono ora ipotesi investigative di evasione fiscale e distrazioni di fondi. Sarebbe questo il cuore dell’inchiesta della polizia giudiziaria del Primo Gruppo della Municiale, coordinata dal sostituto procuratore Alberto Galanti. Continua, infatti, l’acquisizione di documenti relativi all’attività del club di via Casilina Vecchia. La scorsa settimana i vigili urbani si sono recati nella sede dell’ex IX Municipio, negli uffici di Villa Lazzaroni, mentre ieri sono tornati al Circolo per continuare gli scavi sospesi due settimane fa nell’area dell’arena cinema, nel giardino del club, quando al patron Romani Cruciani è stato consegnato l’avviso di garanzia per l’ipotesi di reato di "smaltimento illegale di rifiuti pericolosi". L’esito delle perforazioni eseguite ieri con l’ausilio di un bobcat e di operai specializzati, sarebbe positivo. La benna della ruspa avrebbe infatti dissotterrato "materiale edile ondulato" che verrà sottoposto ad analisi di laboratorio per stabilire se si tratti delle lastre di amianto di cui aveva parlato in un dettagliato esposto alla Municipale, D.C., ex dipendente del Circolo degli Artisti, denunciandone il sotterramento. Ora, però, l’interesse della procura si sposta sulla contabilità del club. Il pubblico ministero sarebbe pronto a dare una nuova delega d’indagine relativa alle verifiche fiscali. Al momento agli atti del procedimento esiste una ricostruzione, in corso di verifica, che svelerebbe l’ipotizzata evasione. Si tratta di un passaggio contenuto nel verbale a sommarie informazioni come persona informata sui fatti rilasciata il 23 aprile 2014 dall’ex responsabile della sicurezza del Circolo degli Artisti. L’uomo, a domanda degli investigatori «può riferire qualcosa in merito alla contabilità del Circolo degli artisti?», risponde: «C’è molta evasione fiscale in quanto i biglietti di ingresso per gli eventi (non acquistati tramite internet) vengono ritirati dagli addetti al controllo e, raggiunto un certo numero, riconsegnati alle cassiere e riutilizzati, il tutto coordinato dal direttore artistico del Circolo, Francesco Maria Castro (attuale amministratore nominato in sostituzione di Cruciani, dimessosi per l’inchiesta penale). L’indagine, dunque, è su più fronti. Tra gli atti finiti nel fascicolo del pm un’informativa che sta cercando di far luce sui reati di abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio e usurpazione di funzione pubblica. In particolare, stando a quanto ricostruito, nel corso dei sequestri delle documentazioni sarebbero saltati fuori nomi di pubblici ufficiali già coinvolti in un’altra inchiesta della Procura, una costola della più ampia Vigilopoli, coordinata dai sostituti procuratori Laura Condemi e Ilaria Calò, nata sulla scia di un’inchiesta giornalistica targata Il Tempo. Il nostro quotidiano, da un caso di estorsione ai danni di una famiglia di imprenditori del vino è arrivato ad ipotizzare un più ampio sistema di corruzione che avrebbe permesso il proliferare, nella Capitale, di esercizi commerciali abusivi. Così come abusivo è, di fatto, il Circolo degli Artisti. I responsabili della cooperativa, infatti, sono in possesso solo di un’assegnazione rilasciata dall’allora sindaco Francesco Rutelli. Un atto che, tuttavia, avrebbe potuto avere effettiva attuazione entro 120 giorni attraverso la firma - tra Comune di Roma, proprietario dell’area, e la società del Circolo - di un formale contratto d’affitto che invece non è mai stato firmato. Eppure, il locale, trasferitosi al civico 42 di via Casilina Vecchia nel 1998, è riuscito a diventare in 16 anni di attività una delle maggiori realtà culturali d’Italia. Una macchina da soldi, che nel Bilancio 2012 ha contato nelle sue casse, entrate per più di un milione e ottocentomila euro. Ma ci sono altre domande a cui la Procura della Repubblica vorrebbe dare risposte. Come è riuscito il Circolo degli Artisti a effettuare nel corso degli anni lavori di trasformazione edilizia dei manufatti presenti nell’area per più di 400mila euro? Chi ha dato i permessi alla cooperativa non avendo alcun titolo per occupare quegli spazi? Chi ha concesso licenze di somministrazione per gli 8 punti bar presenti all’interno del Circolo? Chi ha rilasciato licenze di pubblico spettacolo? Come è stato possibile tutto questo?
Circolo degli Artisti, s’indaga sui conti
Nel mirino della Procura l’ipotesi dell’evasione fiscale e la distrazione di fondi. Nuovo blitz dei vigili nel club di via Casilina Vecchia alla ricerca dell’Eternit
