Roma Capitale

Basta potentati Regole trasparenti

Giancarlo Ruocco ordinario di fisica e prorettore per la ricerca è l’antagonista di Gaudio in questa sfida sempre più avvincente che potrebbe concludersi venerdi con una vittoria schiacciante del...

Giancarlo Ruocco ordinario di fisica e prorettore per la ricerca è l’antagonista di Gaudio in questa sfida sempre più avvincente che potrebbe concludersi venerdi con una vittoria schiacciante del preside di Medicina oppure proseguire con un terzo turno se Ruocco «eredita» parte di voti dei candidati ritirati e «non schierati». Si aspettava al primo turno le 805 preferenze conquistate? Come sta vivendo questa vigilia? «Era il numero di voti che mi aspettavo e ora sono ottimista per quanto concerne il bacino trasversale. Sono molto soddisfatto della grande partecipazione al voto che c’è stata al primo turno, è espressione di democrazia. Quando sabato mi sono reso conto che gli altri candidati stavano lasciando mi sono chiesto che fare? Ma i giochi sono ancora aperti. C’è il rischio che si abbassi il quorum di quei 1800 voti che ha ricevuto Gaudio. È un punto interrogativo. La prima mossa è sempre coerente. Dopo una parte dell’elettorato, un 20% di votanti può disaffezionarsi». Lei può contare anche sul quel 60% che si è schierato con i candidati che hanno lasciato la corsa? «Non ho fatto nessun accordo con gli altri candidati, non c’è stato nessun endorsment ufficiale per me. Io mi rivolgo direttamente agli elettori. In generale posso dire che comunque le aree di una parte di quell’elettorato sono molto vicine alla mia. L’ho già detto durante l’incontro di fine campagna elettorale e sono rimasto coerente. Gli accordi, dissi, li avrei fatti con le coscienze di tutti gli elettori e non con gli altri candidati» Quali sono i suoi punti forti considerato che lei passa per un candidato chevuole cambiare la Sapienza a cominciare dallo Statuto? «Io penso a una Sapienza europea, i cui valori siano trasparenza, merito, inclusione. Basta potentati e più democrazia partecipata. Tutto deve essere rintracciabile, le regole devono tornare ad essere condivise. Vanno rivisti i regolamenti, ora troppo dettagliati e con troppe deroghe. Voglio tutto online». E poi bisogna attrarre più studenti. In che modo? «La Sapienza è l’ateneo più grande d’Europa. Per la sua capacità di ricerca e la qualità della didattica non è seconda a nessuno ed è apprezzata all’estero. Bisogna migliorare i servizi e valorizzare la cultura del merito. L’università, è decisamente migliore da come viene dipinta. Dobbiamo tornare ad essere la prima università del Paese». Nella sua università ci sono anche tanti precari e ricercatori sottopagati e bistrattati. Anche loro andaranno a votare.. «I precari sono sostanzialmente ricercatori a tempo determinato poi ci sono gli assistenti. Bisogna indicare loro che tipo di prospettive hanno affinché non si muovano alla cieca». La ricerca resta una Cenerentola nel nostro Paese? «È tutto sbagliato. Un punto chiave per lo sviluppo sarebbe l’investimento nella ricerca perché dà un ritorno più efficiente. Noi invece continuamo a pensare che turismo e moda siano le uniche cose importanti. Invece l’Europa investe in tecnologia e alta qualità»

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