Roma Capitale

Perquisizioni in Regione Lazio e Ospedale Israelitico

Al centro degli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, ci sarebbero diverse fatture 'gonfiate' relative a prestazioni mediche non corrispondenti a quelle che in realtà

I carabinieri dei Nas sono intervenuti questa mattina all'Ospedale Israelitico di Roma, su richiesta della procura capitolina. Sono stati sottoposti a perquisizione alcuni ambulator, uffici della Regione Lazio e sedi Asl nell'ambito di una indagine che ipotizza una truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Al centro degli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, ci sarebbero diverse fatture gonfiate relative a prestazioni mediche non corrispondenti a quelle che in realtà sono state effettuate. Gli indagati sono in tutto 10 tra cui il direttore dell'ospedale Antonio Mastrapasqua, due funzionari della Regione già coinvolti nel procedimento risalente al 2009 e 7 dipendenti dell'ospedale. I fatti, dunque, non sarebbero imputabili all'attuale amministrazione, secondo quanto ha affermato questa mattina Nicola Zingaretti. Quanto accaduto questa mattina, si ricollega all'indagine che coinvolse nel gennaio scorso l'ex presidente dell'Inps Mastrapasqua, nella sua veste di direttore generale dell'ospedale Israelitico. Nel 2009 si scoprì che nell'espodale venivano emesse fatture per semplici interventi odontoiatrici per i quali venivano richiesti rimborsi onerosi. La richiesta dei rimborsi alla Regione per interventi fantasma riguardava il 94% delle cartelle cliniche. E' per questo che la Pisana sospese il pagamento di 15,5 milioni di euro in fatture all'Ospedale Israelitico e congelò i due protocolli d'intesa che la vecchia amministrazione stipulò con la struttura sanitaria nel 2011 e nel 2012. L'intervento di Zingaretti. Su questo tema è intervenuto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "Da quanto ho capito, si tratta di approfondimenti e di ispezioni legate al filone di inchiesta che riguarda le precedenti amministrazioni. Noi siamo stati rigorosissimi, a luglio, nel prendere provvedimenti. La Regione si è messa a totale disposizione degli inquirenti e delle forze dell'ordine - ha aggiunto - per fare il massimo di chiarezza e trasparenza, affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Stiamo studiando ulteriori provvedimenti affinchè il patrimonio del sistema sanitario regionale non sia intaccato in ogni modo da rischi di malaffare, in questo caso, come in altri".

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