Roma Capitale

Esuberi, linea dura di Tirreno Power

Su 130 addetti alla centrale non dovrebbero restarne più di 50

CIVITAVECCHIA Un organico minimale. È quello con il quale si è presentata la dirigenza di Tirreno Power all’incontro con i segretari territoriali di Filctem, Flaei, Uiltec e Rsa dell’impianto di Torrevaldaliga Sud e che, puntualmente, è stato respinto dalle parti sociali. «L’azienda - hanno commentato i sindacati - in modo provocatorio ha riproposto lo stesso organico presentato negli incontri di maggio 2014, dove per il personale di centrale l’azienda presentava un organico di 37 unità, su 98 presenti, giustificando questo organico minimale con un cambiamento organizzativo delle attività svolte, passando da una attività di insourcing ad una attività di outsourcing per contenere i costi». E questo nonostante le adesioni volontarie di mobilità date dall'accordo del 7 luglio scorso che hanno fatto sospendere le lettere di licenziamento collettivo. In pratica dei 130 addetti totali, Tirreno Power per Civitavecchia passerebbe a 45/50 dipendenti al massimo, con l’impianto locale che è il più colpito rispetto anche a Napoli e Vado Ligure, in attesa anche del rilascio della nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale) per l’impianto ligure. «Conseguenze di tale atteggiamento - hanno aggiunto i sindacati che la prossima settimana si incontreranno, a livello nazionale, con gli altri rappresentanti di Napoli e Vado - sono la sostituzione dei lavoratori Tirreno Power con manodopera esterna espellendo professionalità che hanno dato il loro contributo alla crescita del sito di Tvs, con l'azienda che trasferisce lo stesso ragionamento all'esercizio, eliminando una linea e chiudendo di fatto il laboratorio chimico a discapito della qualità del lavoro e della sicurezza degli addetti e dell’impianto. Allo stesso modo l’azienda intende ridurre il personale di staff direzionale presente a Tvs: e lo fa in un modo subdolo e poco chiaro. Ma è chirurgica nel tagliare una linea di turno del Front Office (Area Mercato)». Un atteggiamento, quello di Tirreno Power, che i sindacati hanno definito «irrispettoso e provocatorio», auspicando invece una soluzione che superi valutazioni esclusivamente economiche, pronti ad aprire una vertenza contro l’azienda se questa ribadisce questo piano riorganizzativo per il sito civitavecchiese.

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