TIVOLI Sono stati cinque anni da dimenticare per il turismo tiburtino che dal 2008 al 2013 non ha certo brillato per quanto riguarda il numero di visitatori che ha varcato la soglia delle ville, perle del patrimonio artistico locale. Stando ai dati diffusi ieri in un convegno dedicato al tema promosso dalla CGIL, la situazione invece di migliorare, in linea con la media nazionale e regionale, è sensibilmente peggiorata. Succede così che i 777.656 turisti arrivati dalle parti della Superba nel 2008 siano diventati 669.041 nel 2013, il dato peggiore mai pervenuto nella Città dell’Arte. Qualche segnale positivo si è visto nel 2011 quando la cifra ha toccato quota 730.739 per poi scendere di nuovo nei dodici mesi successivi a 679.516. A registrare il passivo più consistente è Villa Adriana che tabelle alla mano, sempre nello stesso arco di tempo, ha visto una diminuzione di 56.232 visitatori, contro la flessione di 29.316 di Villa d’Este. Meglio va sotto certe aspetti Villa Gregoriana, il parco gestito dal Fondo per l’ambiente italiano che ne ha permesso la riapertura dopo diversi anni grazie ad un massiccio intervento di recupero. In questo caso il trend è positivo: dal 2011 al 2013 si è passati da 47.733 ingressi a 49.154. Certo, la soglia dei 50mila biglietti staccati non è stata ancora superata ma vista la chiusura del sito da metà dicembre al primo marzo è lecito pensare positivo. Meglio sta andando il 2014, per motivi vari, tra cui le aperture straordinarie e le iniziative, come i concerti e le mostre, che hanno riempito i programmi delle serate estive. Insomma il futuro può essere roseo ma ci sono diversi problemi da risolvere. Su tutti sicuramente quello della mancanza di infrastrutture adeguate e di una comunicazione efficace. Non è cosa rara vedere chi arriva dalle nostre parti per dare un’occhiata a quanto di bello abbiamo da offrire, restare incagliato tra le vie del centro storico alla ricerca di un cartello che illumini la via maestra o di informazioni dettagliate riguardo gli orari di apertura e di chiusura. A complicare il quadro, se possibile, ci pensano immagini di degrado come quella della spazzatura rovesciata all’Anfiteatro di Bleso. Insomma, citando la saggezza popolare, il pane ci sarebbe ma mancano i denti per mangiare e il male incurabile di un Comune che vanta ben due siti patrimonio dell’umanità resta ancora quello del turismo mordi e fuggi.
I turisti «abbandonano» le ville
Anna Laura Consalvi TIVOLI Sono stati cinque anni da dimenticare per il turismo tiburtino che dal 2008 al 2013 non ha certo brillato per quanto riguarda il numero di visitatori che ha varcato la...
