«Se volessimo denunciare tutti i giorni le aggressioni e i soprusi che subiamo, sia da stranieri che da italiani, non lavoreremmo più». Gli autisti Atac sono stremati, e stanno organizzando per la prossima settimana un sit-in in Campidoglio. Sabato sera sulla via Polense c'è stata la violenta aggressione alla giovane Elisa De Bianchi, ad opera di un gruppo di circa 30 africani (forse rifugiati politici); domenica sera, sempre a Corcolle, l'episodio si è ripetuto, con ben minore efferatezza: al volante del bus 508 Federica, 28 anni, che dopo essere ripartita dalla fermata ha visto dallo specchietto due uomini di colore scagliare dei sassi verso la vettura. Quanto accaduto in questi due giorni ha riportato l'attenzione sul problema della sicurezza del personale Atac che, soprattutto in periferia, vive in una condizione di perenne tensione. La scorsa settimana, ad esempio, Il Tempo ha dedicato un'inchiesta ai 12 capolinea romani off-limits, partendo da un tentativo di aggressione da parte di un trans a un'autista a via Longoni, a Tor Sapienza. Ma il problema non riguarda soltanto immigrati e prostitute. Mercoledì scorso in occasione della partita Roma-Cska Mosca, un autista di un bus navetta, napoletano, ha ricevuto minacce di morte da un gruppo di tifosi romanisti: «Mi hanno mostrato il cortello e hanno iniziato a darmi schiaffi sulla nuca. Nessuno è intervenuto». Alcuni mesi fa, invece, uno straniero ubriaco ha rotto il naso a un macchinista della Termini-Giardinetti. La situazione più grave è in periferia. «Io faccio spesso il 058 - racconta un conducente - Quando arrivo a Tor Bella Monaca, se ci sono le vedette che bloccano la strada non posso passare, devo fare il giro largo. A via Duilio Cambellotti, gli spacciatori si danno appuntamento sul bus, si scambiano la roba e se ne vanno. Io non denuncio, io porto l'autobus. Mica voglio farmi sparare». Alcuni sono costretti a fare anche da corrieri, di non si sa bene cosa: «Salgono sull'autobus - dice un altro - appoggiano dei pacchi e scendono. Poi 10-15 fermate più avanti, sale un altro, prende i pacchi e riscende». Il clima, insomma, è bollente. Ieri il sindaco Ignazio Marino ha parlato al telefono con l'autista aggredita sabato ed ha annunciato che la incontrerà, insieme a una delegazione di colleghi, «per stabilire insieme quali misure possono essere introdotte per garantire la sicurezza ai nostri autisti». A questo proposito, Micaela Quintavalle, del sindacato Cambia-Menti, ha chiesto «cabine blindate, vetri rinforzati e bigliettaio a bordo». Ieri la Questura di Roma ha annunciato approfondite indagini per risalire alla esatta dinamica dell’aggressione e per una rapida individuazione dei responsabili. Ed ha nnunciato vigilanza intensificata a Corcolle. In fibrillazione l'opposizione: «Subito un consiglio straordinario sulla sicurezza», chiede il consigliere Fabrizio Ghera (Fdi-An), mente Alfio Marchini: «Siamo pronti alla piazza». Francesco D'Ausilio (Pd) ricorda che « Roma deve garantire sicurezza e integrazione».
Gli autisti Atac salgono in Campidoglio
Dopo l’ennesima aggressione sit-in sotto le finestre di Marino I conducenti: «Siamo stremati. Violenza e soprusi ogni giorno»