«Non sei solo, siamo tutti con te Daniel». E ancora: «No razzismo, no diversità! Una disgrazia non ti priverà della tua libertà, forza Daniel». Le parole di solidarietà sono impresse sugli striscioni. Vergate con la vernice dagli amici e dai familiari del 17enne, che venerdì scorso è stato arrestato per l’omicidio di un pakistano di 28 anni. Tanti gli striscioni, a Torpignattara, il quartiere dove Daniel viveva e dove, secondo l’accusa, ha ucciso. Parole d’incoraggiamento a cadenzare la manifestazione. Tanti ragazzi, gli amici. E la mamma Roberta e il fratello Davide, che chiedono giustizia perché il ragazzino non è colpevole. «Siamo molto dispiaciuti per la morte del pakistano - dicono - ma è stata solo una disgrazia. Quell’uomo (Khan Mohamed Shandaz, regolare in Italia ma senza fissa dimora ndr) era molto ubriaco e Daniel si è trovato indifeso. Quando lo straniero gli ha sputato in faccia, lui l’ha spinto. Ma la vittima non si reggeva in piedi ed è caduta sbattendo la testa». «Un ragazzino di 17 anni non può restare in carcere solo perché ha tentato di difendersi - continua il fratello Davide - Questo quartiere ormai è terra di nessuno, invaso dagli immigrati e i controlli non sono mai sufficienti». «Contro tutto e sempre tutti con te», hanno scritto gli amici del ragazzino che si è rovinato la vita in una sera afosa di fine estate mentre tornava a casa. Ora, arrestato dai carabinieri della compagnia Casilina, dovrà rispondere di omicidio preterintenzionale. Per l’accusa il 17enne, avrebbe pestato di botte Shandaz davanti agli occhi terrorizzati di alcuni passanti che hanno chiamato il 112. Poco prima dell’omicidio erano arrivate tutta una serie di telefonate, sempre ai carabinieri, avevano segnalato la presenza del 28enne ubriaco che urlava e disturbava i passanti. Sulla sua strada ha poi trovato Daniel. «Si è avvicinato e mi ha sputato - ha confermato Daniel ai militari intervenuti e ai quali non ha opposto resistenza - Gli ho dato solo un colpo in faccia». Ma da un primo esame del corpo del pakistano sarebbero emersi numerosi lividi, a dimostrazione che i colpi sferrati sarebbero più di uno. Il giovane si trova ora nel Centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli. Solo l’autopsia stabilità la verità.
Parenti e amici: «È stata solo legittima difesa»
A Tor Pignattara sit-in per il ragazzo di 17 anni che ha ucciso un pakistano (FOTO)
