Da Trastevere a Prati passando per Borgo, via Veneto, Colosseo. Su altre 21 strade potrebbe presto calare la scure dei tagli ai tavoli all'aperto. La Sovrintendenza Statale ha inviato ieri al Campidoglio e al Municipio l'elenco di altre vie e piazze dove, a suo parere, dovrebbe diminuire e in qualche caso azzerarsi il numero dei dehors. Oltre a «ricordare» all'amministrazione che ci sono ancora 54 piani municipali, che coinvolgono altrettante strade del centro, rimasti solo sulla carta. Così, dopo le polemiche che hanno contrapposto quest'estate ristoratori e Campidoglio sulla questione occupazioni di suolo pubblico, la richiesta della Sovrintendenza di estendere i piani in altre zone finora libere da qualsiasi limite e vincolo sui tavoli, rischia di riaccendere gli animi. Si tratta solo di una richiesta, è chiaro, ma sarà difficile per l'amministrazione ignorarla soprattutto dopo che ieri è stata proposta un'altra commissione ad hoc sui piani che abbia il compito di dialogare con tutti i Municipi di Roma e non solo con il primo. L’obiettivo appare chiaro: limiti ai tavoli all'aperto per tutti gli esercizi della Capitale e non solo per quelli del centro. Nell’elenco fornito dalla Sovrintendenza c’è Borgo Pio, Borgo Vittorio, via di Porta Angelica, via del Mascherino, piazza Risorgimento, piazza Cavour e piazza Pasquino. Ancora, piazza Mercanti, San Cosimato, Tavani Arquati e Consolazione e poi piazza Vittorio, via Veneto, viale Trastevere e via dei Fienili, per finire con via Borgognona, via Gregoriana, Sistina, via della Conciliazione, via Claudia e via Belsiana. Saranno da capire le ragioni dei tagli e il modo in cui l'amministrazione «giustificherà» l'estensione dei piani anche su queste strade, sempre che accetti la richiesta della Sovrintendenza. Perché di certo gli esercenti le digeriranno con molta difficoltà. L'assessore al commercio Marta Leonori, tuttavia, va avanti. «È necessaria una nuova pianificazione sulle occupazioni di suolo pubblico e stiamo riattivando la collaborazione con i vari soggetti interessati». Tra questi ci sarebbero anche le associazioni degli esercenti. Intanto, però, la Lupe ha diffidato il Campidoglio e il I Municipio affinché gli accordi presi con gli esercenti di Campo de’Fiori e Navona si estendano ad altri ristoratori che si trovano nella stessa situazione. Vale a dire, che non si sono ancora adeguati ai piani e rischiano la chiusura dei locali. «Non ci sembra giusto che a loro siano concessi provvedimenti provvisori e ad altri esercenti di altre piazze e vie sia preclusa questa possibilità – spiega il presidente, Fabio Mina – so che alcuni dei nostri associati hanno già pronti i ricorsi al Tar».
Tavolini, tagli anche fuori dal centro storico
Trastevere, Prati, Borgo e Via Veneto le aree dove saranno rivisti gli spazi all’aperto
