Roma Capitale

«L’amianto è sepolto lì». Sigilli all’arena cinema

«L’amianto è sepolto sotto il massetto dell’arena cinema. Dovete scavare in questo punto qui». È stato un ex dipendente del Circolo degli Artisti, ieri pomeriggio, ad indicare ai vigili urbani del...

«L’amianto è sepolto sotto il massetto dell’arena cinema. Dovete scavare in questo punto qui». È stato un ex dipendente del Circolo degli Artisti, ieri pomeriggio, ad indicare ai vigili urbani del Primo gruppo il punto esatto in cui, più di un anno fa, sarebbe stato sotterrato illegalmente l’Eternit. Per questo motivo gli agenti guidati dal Capo reparto di polizia giudiziaria Giancarlo Cori, hanno sequestrato parte dell’area interessata già l’altro ieri sera da un primo sondaggio esplorativo effettuato alla presenza del perito delegato dal sostituto procuratore Alberto Galanti, l’ingegner Nicola Russo, con l’ausilio di operai e di un «bobcat». Il reato ipotizzato è danno ambientale. Le operazioni di escavo, sull’area comunale al civico 42 di via Casilina Vecchia, riprenderanno nei prossimi giorni per verificare la presenza di Eternit nel punto descritto dall’ex dipendente del Circolo nella lunga querela proposta agli ufficiali di Pg ad aprile di quest’anno. Nella denuncia, D.C. ricorda dettagliatamente alcuni fatti avvenuti a giugno del 2013, prima dell’apertura della stagione estiva del Circolo degli Artisti: «(...) fui chiamato dal proprietario del locale, Romano Cruciani, insieme ad altre quattro persone di sua conoscenza per smaltire vari materiali che erano stati appoggiati in un’area temporaneamente adibita a magazzino. Rimaneva da smaltire due cataste di 1,70 metri per un metro circa, alte un paio di metri, di lastre di Eternit. Cruciani ordinò da uno smorzo una cospicua quantità di sabbia, cemento e rete elettrosaldata. Disse che bisognava fare un lavoro nel tempo più breve possibile lavorando, se necessario, anche di notte. Il lavoro consisteva nel mettere sopra la terra all’interno di quel locale le lastre delle due cataste di Eternit, metterci sopra la rete elettrosaldata e coprirle di cemento prima che qualcuno se ne accorgesse. Il giorno dopo Cruciani ha fatto posizionare sopra la rete elettrosaldata, facendo ricoprire tutto con uno strato di "massetto" che una volta assestato è stato ricoperto con uno strato di mattoni». Eppure l’Eternit sarebbe solo uno dei tanti abusi commessi dalla cooperativa del Circolo degli Artisti nell’area di proprietà comunale. Nel mirino degli inquirenti, infatti, ci sarebbero anche i lavori eseguiti nel corso di 16 anni di attività, per quasi mezzo milione di euro, che hanno permesso al club di diventare uno dei locali più in voga della Capitale. Lavori che sarebbero stati eseguiti in maniera totalmente abusiva, tanto che ad oggi, al Catasto, negli spazi al civico 42 di via Casilina Vecchia risultano ancora esistenti un deposito (C2) di quasi 200 mq, una tettoia (C7) di 670 mq, un laboratorio (C3) di 340 mq e una casa popolare (A4) di 8 vani e mezzo. Un agglomerato di particelle che non ricordano neppure lontanamente gli attuali 8 punti bar, i quattro ristoranti, le due sale per concerti, i negozi e gli uffici. Negli anni passati, addirittura, all’interno del Circolo era stata realizzata una piscina. Come è stato possibile? Chi ha autorizzato quei lavori? Il Circolo degli Artisti, va ricordato, è solo in possesso di un’assegnazione firmata dal sindaco Rutelli, mai formalizzata - come prevedeva invece la delibera di riferimento - con la firma di un atto di concessione.

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