Abusi edilizi a cinque stelle. La procura ha chiuso le indagini sulla trasformazione del palazzo ottocentesco di via del Vantaggio 14, dove aveva sede una casa di riposo ebraica, nel lussuoso albergo «The First Luxury Art Hotel», a pochi passi da piazza del Popolo e via del Corso. Sono in totale sedici gli indagati ai quali è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio della richiesta di rinvio a giudizio, tra cui sette dipendenti comunali e due vigili di Roma Capitale. Il pm contesta loro l’abuso d’ufficio e la violazione delle norma in materia edilizia su di un immobile sottoposto a vincolo di interesse culturale. «In concorso morale e materiale e previo accordo tra loro - si legge nel capo d’imputazione - eseguivano, in assenza di titolo abilitativo, un insieme sistematico di opere finalizzate alla realizzazione di un organismo edile totalmente diverso da quello oggetto della denuncia di inizio attività (Dia) del 20 giugno 2005. In particolare, attraverso un cambio di destinazione d’uso e aumenti di cubatura per 1.177 metri cubi, realizzavano un complesso edilizio di sette piani, più un piano interrato, adibito ad attività turistico-ricettiva». I lavori di trasformazione dell’ex ospizio sono stati eseguiti senza un regolare permesso di costruire. Questo perché la Dia, ottenuta a seguito di una modifica del Piano di recupero approvata il 13 aprile 2005 dal Consiglio comunale, era decaduta dopo tre anni dal rilascio e non è mai più stata rinnovata. Di conseguenza, i successivi titoli abilitativi, presentati fino ad aprile 2011, sono risultati illegittimi. Ma c’è di più. Gli indagati «senza autorizzazione della competente Soprintendenza - si legge nel capo d’imputazione - demolivano, rimuovevano, modificavano, ovvero eseguivano opere edili su beni a uso incompatibile con il loro carattere storico-culturale e comunque pregiudizievole per la loro conservazione e integrità». Ne sono dimostrazioni le vasche idromassaggio con vista su Trinità dei Monti, Villa Medici e San Pietro. «L’ottocentesco palazzo nobiliare - è la presentazione che si trova sul sito internet dell’hotel - è divenuto, grazie a un sapiente restauro, un albergo elegante e raffinato». Per quel «sapiente restauro», eseguito senza denuncia dei lavori, sono stati indagati Michele Gelardi ed Ennio Panetta, amministratori delegati della Prime Construction srl, società che ha realizzato materialmente gli interventi. Luca Fiorentino, progettista e direttore responsabile dei lavori, e Francesco Belmonte, tecnico con il compito di presentare i titoli abilitativi, sono accusati di aver attestato falsamente la legittimità delle opere. Belmonte è lo stesso geometra accusato di aver volutamente violato le norme edilizie nei locali di via della Luce e via Natale del Grande, a Trastevere, di proprietà dei fratelli Bernabei, in modo che Duilio Valente e altri tre vigili infedeli del I Gruppo potessero estorcere loro tangenti per non denunciare gli illeciti. Una serie di falsi in atti pubblici vengono contestati anche ai dirigenti del I Municipio, Francesco Giovanetti e Domenico Mirante, agli addetti allo Sportello unico edilizia, Domenico Pasquarelli e Tullio Francescangeli, e all’ispettore edilizio dello stesso municipio, Stefano Bazulli. Non sono esenti da responsabilità anche i funzionari del Comune addetti al rilascio della Dia, Cristian Malasomma e Massimiliano Cafaro, e due vigili in servizio presso la Polizia edilizia, Stefano Casella e Umberto Conosciani. Tra gli indagati vi sono anche Gary Vernon Lewis, rappresentante legale della società committente dei lavori Dan Hotel srl, e Maurizio Tagliacozzo e David Hannuna, che si sono succeduti il 16 luglio 2009 al vertice della Casa di Riposo Ebraica di Roma (Crer). In attesa che la giustizia penale faccia il suo corso, il Municipio Centro storico lo scorso 15 gennaio ha emesso un delibera di ingiunzione a rimuovere o demolire gli abusi presenti nell'hotel extra lusso.
Vigilopoli, abusi edilizi a cinque stelle
Da casa di riposo ebraica ad albergo di lusso. Tra i 16 indagati 2 agenti e il geometra Belmonte, già arrestato nel caso Bernabei
