Roma Capitale

Giustizia e paradossi: cacciato di casa, ma la sentenza non lo riguarda

Costretto a lasciare l’immobile in cui vive con la famiglia, in esecuzione di una sentenza che non lo riguarda. Un paradosso giudiziario quello che vede coinvolto Fabrizio Orsetti, residente sin dal...

Costretto a lasciare l’immobile in cui vive con la famiglia, in esecuzione di una sentenza che non lo riguarda. Un paradosso giudiziario quello che vede coinvolto Fabrizio Orsetti, residente sin dal 1981 in un casale in via delle Vigne 160, in località Corviale. All’epoca vi abitava insieme a suo padre Vincenzo. L’8 marzo 1989, la Cooperativa Edilizia Monte Cervino s.r.l. ha presentato ricorso al Pretore di Roma contro Carmela Noviello e il genero Vincenzo Orsetti (non conviventi e parte di due nuclei familiari distinti), per chiedere di essere reintegrata nel possesso della porzione del fondo acquistato dalla società nel dicembre 1972. «Già da tempo occupanti senza titolo del casale e terreno limitrofo - si legge nel ricorso - Noviello e Orsetti si erano successivamente e abusivamente impossessati nel gennaio 1989 di un’ulteriore porzione di questo fondo, quella sita tra la rete di recinzione su via delle Vigne ed il vialetto di accesso al casale». Il giudizio è stato definito nel 1991 con una sentenza a sfavore della Cooperativa Monte Cervino, confermata anche in sede di appello dal Tribunale di Roma nel 1993. La società non si arrende e nel 2001 fa di nuovo causa, questa volta citando in giudizio soltanto Carmela Noviello. Nella sentenza emessa il 10 maggio dello stesso anno, viene dichiarata «sopravvenuta l’usucapione del bene con tutti gli annessi e connessi» da parte della signora. In secondo grado, però, i giudici accolgono l’appello proposto dalla Cooperativa Monte Cervino e condannano nel 2005 Noviello a rilasciare il terreno con l’annesso fabbricato. In questa sentenza (poi confermata dalla Corte di Cassazione) non è presente Vincenzo Orsetti, che rimane titolare legittimo di un autonomo titolo di possesso sul fondo, in virtù delle precedenti pronunce pretorili. Per questo Fabrizio Orsetti è subentrato per eredità al diritto di possesso del padre sancito dal Pretore con la sentenza del 1991, confermata due anni dopo in appello dal Tribunale. In proprio, per oltre 30 anni, ha continuato a gestire il fondo effettuando a proprie spese interventi di ristrutturazione e di manutenzione, fino a farlo diventare sede del proprio nucleo familiare. Qui, infatti, risiede con la moglie e due figli minori. A seguito della sentenza del 2005 della Corte d’Appello (a carico di Carmela Noviello), la Cooperativa Monte Cervino chiede e ottiene il 3 ottobre 2013 l’intervento dell’Ufficiale giudiziario, per conseguire l’immissione in possesso del fondo, ai danni di Fabrizio Orsetti, anche se non era destinatario né del titolo né dell’atto di precetto. Orsetti ha proposto opposizione di terzo, proprio per far valere il suo diritto di proprietà acquistato per effetto dell’usucapione ventennale. Nonostante ciò l’iter non si ferma, anzi, si registra una serie di accessi da parte dell’Ufficiale giudiziario fissati lo scorso giugno a distanza di 5 giorni l’uno dall’altro, festivi inclusi.

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