Roma Capitale

Foto-trappole per stanare l’orso goloso

Antonio Sbraga Tanto va l'orso al miele, che ci lascia lo zampone. E, proprio seguendo le orme dell'orso golosone, che ha fatto ben 4 incursioni nel giro di 3 mesi in due apiari dei Simbruini, ora...

Tanto va l'orso al miele, che ci lascia lo zampone. E, proprio seguendo le orme dell'orso golosone, che ha fatto ben 4 incursioni nel giro di 3 mesi in due apiari dei Simbruini, ora il Parco vuole immortalare il marsicano. La più grande area protetta del Lazio ha installato un sistema di «foto-trappole» per monitorare gli spostamenti del patito del miele simbruino, che ha distrutto arnie agli apicoltori di Monte Livata (2 volte), Jenne e Trevi nel Lazio. L'unica cosa certa, per ora, è che le incursioni sono state fatte sempre da un esemplare maschile. Il servizio naturalistico sta facendo analizzare peli ed escrementi rinvenuti per capire se si tratta dello stesso esemplare. «Se dovessero risultare appartenenti ad esemplari diversi si potrebbe ipotizzare una presenza stanziale della specie qui e non più il semplice orso migrante che sconfina periodicamente dall'Abruzzo - spiega il direttore del Parco, Paolo Gramiccia - In ogni caso la presenza di un animale raro come l'orso marsicano rappresenta un punto di forza e di orgoglio per un territorio protetto come quello dei Simbruini». L'ente, intanto, sta «provvedendo a fornire le recinzione elettrificate agli apicoltori che ne hanno fatto richiesta» ed ha proposto alla Regione «di realizzare un'area faunistica dell'orso».

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