Roma Capitale

«Okkupazioni Spa» con tutele a gogò

LA STORIA/1 Io, vigile degli sgomberi. Così mi hanno rubato casa <

Case popolari sotto assedio, occupazioni fulminee e violente. Abusivi protetti da falle legislative e cavilli da civilisti esperti. Gli alloggi degli enti non conoscono tregua. Il regolare assegnatario, che abbia sudato la sistemazione dopo anni in graduatoria, ha poco da star tranquillo. I professionisti dell’occupazione, armati di piede di porco, sono pronti a fare irruzione in ogni appartamento libero, seppur temporaneamente. A svegliare l’inquilino di notte, finanche, pur di infilarsi nel suo letto. La guerra non conosce tregua, le strategie per stracciare e aggirare le liste d’attesa per gli alloggi popolari sono le armi affilate di gente che dell’occupazione abusiva ne ha fatto un business. Di stranieri molto spesso, che in Italia da mesi, imparano a menadito la legge per tutelarsi anche di fronte ad una manifesta colpevolezza. Come è successo domenica scorsa ad Acilia, dove una 76enne da mezzo secolo inquilina dell’appartamento Ater a lei regolarmente assegnato, si è ritrovata senza un tetto dopo un ricovero in ospedale. La famiglia di romeni con due minori al seguito ed uno in arrivo, ha occupato non appena la signora Anna Scarpa è stata portata al pronto soccorso, per poi autodenunciarsi ai vigili urbani un minuto dopo aver forzato il portone e gettato via gli effetti personali della legittima proprietaria. Quando domenica i carabinieri gli si sono parati davanti, gli è stato sufficiente sbandierare il foglio con la denuncia di occupazione. Ma può capitare anche che appartamenti nuovi di zecca non possano essere consegnati a chi già si è "accollato" un mutuo perché occupati. E’ successo a Ponte di Nona, dall’altra parte della città. E capita ovunque, fintanto la legge continui a riservare escamotage alla portata degli invasori del bene pubblico.

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