Roma Capitale

Nel mirino il reparto di infettivologia

L’autopsia conferma la morte per soffocamento: «Inutili i farmaci utilizzati»

I fari investigativi sono tutti sul reparto di infettivologia dell’ospedale Spallanzani di Roma. Perché è lì che i medici non avrebbero gestito con correttezza l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche di Jacopo Lucchetti, 26 anni, lo studente universitario morto il 5 settembre scorso dopo un ricovero per mononucleosi. Gli esiti dell’esame autoptico sulla salma del giovane svelano come è avvenuto il decesso: una crisi respiratoria che nel reparto di rianimazione - dove è stato eseguito con correttezza il protocollo - non sarebbero riusciti a bloccare. Il fascicolo non conta ancora iscritti nel registro degli indagati, anche se il sostituto procuratore di Roma, Nadia Plastina, procede per omicidio colposo. Tuttavia gli accertamenti investigativi puntano su ipotizzate responsabilità dei medici del reparto di infettivologia, che pur avendo individuato l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche, avrebbero somministrato a Jacopo alcuni farmaci inutili per ben 2 giorni, fin quando è sopraggiunta la crisi respiratoria. Un errore, stando alle prime indiscrezioni, in quanto in casi del genere si sarebbe dovuto procedere a una tracheotomia per consentire al paziente di riprendere una respirazione normale. La ricostruzione medica è contenuta nei carteggi sanitari che il pubblico ministero ha fatto acquisire agli agenti di polizia, i quali hanno raccolto la denuncia dei familiari dello studente il 5 settembre scorso, lo stesso giorno del decesso. Gli accertamenti, però, ora entreranno nello specifico, perché il magistrato intende ascoltare in qualità di persone informate sui fatti tutto il personale medico e paramedico che ha gestito il caso sanitario di Jacopo nel reparto di infettivologia. Accertare, così, per quale motivo abbiano somministrato alcuni farmaci invece di eseguire una tracheotomia, intervento che avrebbe consentito al giovane di riprendere la respirazione, evitando il drammatico decesso. Un’ inchiesta è stata disposta anche dalla Regione Lazio, che con una nota ha fatto sapere che «sulla vicenda dello Spallanzani, la Regione ha avviato un'indagine interna incaricando l’Area della valutazione del rischio clinico di supportare la direzione dell’ospedale nell’inchiesta volta a fugare ogni dubbio sulle cause che hanno provocato il decesso del giovane paziente affetto da mononucleosi. I tecnici regionali affiancheranno quelli dell’Inmi nel percorso di audit clinico, già avviato, così come previsto dalle procedure del risk management». Anche il nosocomio s’è affrettato a chiarire i termini della vicenda, affermando che «vanno smentite categoricamente le affermazioni pubblicate su alcuni mezzi di stampa in merito a un possibile contagio ospedaliero dell'infezione e ad altri episodi infettivi acquisiti durante il ricovero. Le procedure di sorveglianza delle infezioni ospedaliere allo Spallanzani sono conformi a standard di elevata sicurezza e nel caso specifico non vi è stata nessuna evidenza di un'infezione acquisita in ospedale. Sul caso è comunque in corso un’indagine giudiziaria richiesta dai familiari. Attendiamo] quindi gli esiti delle valutazioni in corso».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.