Roma Capitale

Le amiche si piazzano a funerale in corso

La regolare assegnataria dell’appartamento passa a miglior vita, i parenti accompagnano il feretro per l’ultimo saluto e le amiche della defunta ne approfittano per occupargli casa. La Bibbia degli abusivi ne sa una più di Fantozzi. E la vicenda accaduta lunedì pomeriggio in una palazzina al civico 27 di piazza Gasparri merita senza dubbi una pagina tutta sua. Sono le 18 quando la volante del Commissariato Lido interviene a sirene spiegate su segnalazione di rissa in strada. Nella piazza di Nuova Ostia, troppo spesso teatro di episodi violenti, ci sono almeno quaranta persone impegnate a darsele di santa ragione. Le loro armi sono mani callose con le quali tirare schiaffi sonori, manici di scopa, mattarelli ancora infarinati, padelle e corde vocali in grado di far risuonare insulti mai sentiti e canzoncine ai poliziotti in mezzo alla folla. Cosa stanno facendo? Semplicemente stanno sistemando a modo loro il "funereo" tentativo di occupazione appena avvenuto. E’ successo, infatti, che le amiche dell’anziana morta e pronta ad esser tumulata, si siano infilate quatte quatte nell’appartamento della donna alla quale ormai un tetto non serviva più. E che lo abbiano fatto proprio mentre i parenti si stringevano intorno al feretro, durante le esequie, nella vicina parrocchia. Gli inquilini del palazzo, sentinelle come quelli che ad Acilia hanno difeso i diritti dell’anziana sfrattata dagli abusivi, non si sono fatti problemi ad avvertire i congiunti della proprietaria di casa che, allontanatisi dalla chiesa, sono corsi come una furia per sgomberare personalmente le occupanti. Detto fatto. In un attimo la guerriglia è stata totale. Agli uomini con le canotte scurite da aloni immensi di sudore, arrabbiati e armati di mani possenti, non è servito un piede di porco o chissà quale stratagemma per buttare fuori le ciniche abusive. Se le sono andate a prendere con le loro braccia, tra le grida di incitamento degli altri e gli insulti di chi difendeva l’occupazione delle ciniche comari. La scena è stata da film. Il finale, quanto meno, sorprendente. A suon di sganassoni e parole non proprio diplomatiche, l’appartamento della defunta è stato liberato e le amiche senza scrupoli in cerca di una casa hanno chiesto scusa a chi, poco prima, le aveva buttate fuori seppur rudemente, riportandole da dove erano venute. All'ente proprietario dell'immobile, oggi, l'ingrato compito di assegnare l'appartamento finalmente in pace come la sua ex legittima proprietaria.

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