Roma Capitale

Occupi una casa e ti autodenunci Addio sgombero

Una volta sporta querela la pratica passa al Tribunale e l’iter si allunga

Perchè girare decine di banche alla ricerca di qualcuno disposto a concedere l’agognato mutuo? Perché pagare mesi di caparra e affitti alle stelle, chiedere un prestito e fare sacrifici? Molto meglio occupare una casa popolare. Sono in tutta Roma, tanti appartamenti sono disabitati – alcuni temporaneamente, ma che importa – ed è sufficiente forzare il portone ed autodenunciarsi per occupazione abusiva. Da lì l’iter che, eventualmente, porterà a liberare la casa è talmente lungo e farraginoso che sarà difficile che mai sgombereranno. Meno che mai se ci sono minori di mezzo. La provocazione viene spontanea all’indomani dei fatti di San Giorgio, ad Acilia, dove una famiglia di romeni ha preso possesso dell’alloggio dell’anziana regolare assegnataria, sfruttando la sua assenza per un periodo di ricovero in ospedale. All’arrivo dei carabinieri, chiamati dai parenti della donna, gli abusivi hanno mostrato orgogliosi il documento che attestava la denuncia che loro stessi avevano fatto ai vigili urbani, mettendosi di fatto in una botte di ferro. Come funziona: l’autodenuncia è un escamotage bello e buono che consente a chi ha occupato di ribadire la propria presenza nella casa, nel frattempo ripulita degli effetti personali di chi la abitava, passando la palla agli agenti della Polizia Locale e, di conseguenza, all’Ater e all’autorità giudiziaria. Le forze dell’ordine, chiamate da chi denuncia un’avvenuta occupazione ai danni del legittimo assegnatario – come è avvenuto domenica scorsa in via Cesare Maccari – non possono a quel punto far nulla. Se non presidiare la palazzina, per evitare che chi è stato ingiustamente sfrattato da casa sua si faccia giustizia da solo. Quanto meno per riprendersi ciò che gli spetta. «Si può fare un sequestro preventivo solo nel caso in cui non è stata fatta alcuna denuncia da parte nostra in Procura – conferma Maurizio Maggi, comandante della task force Casa Sicura -. Se l’occupante si è autodenunciato, i vigili segnalano il fatto all’ente, che provvederà a sporgere querela, e alla Procura cui spetta ordinare lo sgombero coatto». Un iter lunghissimo, che ha i tempi di un vero e proprio processo penale, e che conoscono bene i professionisti delle occupazioni, uomini e donne con figli a carico, pronti ad entrare in un appartamento e a liberarlo di tutti i beni di chi lo abitava fino a pochi minuti prima. C’è da dire, tuttavia, che il regolare assegnatario che abbia in programma di allontanarsi dalla propria abitazione per un periodo di tempo superiore a dieci giorni, è tenuto a comunicarlo all’ente proprietario dell’immobile. Peccato che non tutti siano a conoscenza di questa norma, che forse potrebbe portare ad un controllo maggiore dell’appartamento in questione, e che il più delle volte chi occupa lo fa dopo una manciata di ore, un giorno al massimo, dall’allontanamento dell’inquilino. Forzato il portone, si passa a depredare arredamento e oggetti di valore, buttando tutto ciò che non serve, ricordi, effetti personali. Nel frattempo qualcun altro si precipita dai vigili per autodenunciarsi dell’occupazione, innescando il meccanismo paradossale che lascerà fuori casa per mesi il legittimo proprietario. Costretto in mezzo alla strada, in attesa che qualcuno gli restituisca la casa occupata, ormai distrutta da vandali spietati.

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