Pronti a licenziare e se necessario ad alzare i prezzi dei menù. Tra via del Governo Vecchio, piazza Navona e Campo de’ Fiori la voce dei ristoratori colpiti dalla riduzione dei tavoli all’aperto è una sola: «Senza tavolini va via almeno il 90 per cento del nostro fatturato. È inevitabile licenziare e sarà necessario alzare i prezzi dei menù per non chiudere». C’è già chi ha preparato le lettere di pre licenziamento. «Almeno cinque nel mio locale rischiano il posto - spiega Claudia, titolare di un esercizio a piazza Navona e di uno al Pantheon - sto cercando in tutti i modi di evitarlo ma come possiamo fare a mantenere gli stessi dipendenti con così tanti tavoli in meno?». Intanto, decine di camerieri, lavapiatti, cuochi sono stati tecnicamente "sospesi", in attesa di capire l’entità della perdita di incassi in seguito all’applicazione dei piani di massima occupabilità. «Fino a ieri eravamo in tre in questo locale - racconta il gestore di un piccolo bar-ristorante in via del Governo Vecchio - adesso solo io. Per ora il proprietario mi ha detto che il personale non è stato licenziato ma certo, al posto di queste altre due persone che oggi sono a casa non dormirei sonni tranquilli». Gli fa eco Danilo del locale "Pasquino": «Avevo 10 metri quadrati di occupazione, adesso con il nuovo piano sono diventati un metro per tre, significa che da dodici tavoli dovrei passare a quattro sì e no, che tradotto in personale vuole dire da 14 a 4 dipendenti». Quelle 10 persone sono state già avvertite, il proprietario ha detto loro di cercarsi un altro posto di lavoro. Solo tra Campo de’ Fiori, dove i tavolini di diversi locali sono stati letteralmente dimezzati, e piazza Navona, arretrati tutti sui marciapiedi, gli esercenti mettono in conto di licenziare entro la fine dell’anno circa duecento dipendenti. Poi c’è tutto l’indotto da considerare. È ancora Claudia a fare i conti con i fornitori. «Già rispetto ad una settimana fa gli ordinativi per i miei locali sono calati di circa il 20 per cento. Con meno tavoli calano anche gli ordinativi delle merci. I fornitori mi stanno chiamando ogni giorno per chiedermi cosa sta succedendo e non escludono che di questo passo dovranno licenziare anche loro». A Campo de’ Fiori si stanno organizzando per raccogliere dati ancora più precisi sul personale che dovranno lasciare a casa e sul calo degli ordinativi, mentre non si placa la polemica contro i vigili urabi. «Non possiamo non combattere contro il rischio di dover chiudere i nostri locali, a breve dovremmo anche decidere di ritoccare al rialzo i prezzi dei menù. Siamo in mobilitazione permanente da oggi (ieri, ndr)». Gli animi degli esercenti non spaventano, tuttavia, Campidoglio e I Municipio. «Stiamo facendo rispettare le regole - tuona Sabrina Alfonsi, Presidente del miniparlamento - il metodo usato è del dialogo con gli esercenti per applicare il nuovo piano di Campo de’ Fiori, tutto il resto non ci appartiene, ma i piani devono essere rispettati».
Niente tavolini, niente dipendenti Pronte le lettere di licenziamento
Pronti a licenziare e se necessario ad alzare i prezzi dei menù. Tra via del Governo Vecchio, piazza Navona e Campo de’ Fiori la voce dei ristoratori colpiti dalla riduzione dei tavoli all’aperto è...