Sarà una battaglia tra periti a chiarire se Federica Mangiapelo è morta annegata o a causa di una miocardite. Tutti i medici che hanno esaminato il corpo della ragazza ritrovata senza vita la notte di Halloween del 2012, tra le acque che costeggiano la spiaggia di Vigna di Valle, sul lago di Bracciano, sono stati convocati in procura. Tra quindici giorni infatti dibatteranno sia i consulenti degli inquirenti che quelli contattati dalle parti. Durante l'incidente probatorio cercheranno di dirimere la controversia sulle cause della morte della ragazza. Una vicenda dai numerosi risvolti quella iniziata la mattina del primo novembre di due anni fa. Viene trovato all'alba il corpo senza vita di Federica Mangiapelo, la sedicenne che ha trascorso la sera precedente in compagnia del fidanzato. I sospetti cadono sul ragazzo, Marco Di Murro, il cameriere di Formello che la notte di Halloween, probabilmente a causa di un litigio, lascia Federica da sola, durante una fredda serata di pioggia. Il giovane, difeso dagli avvocati Cesare Gai e Francesco Sciortino, viene inizialmente indagato per omicidio volontario. Successivamente le accuse cambiano, si passa dall'omissione di soccorso all'abbandono d'incapace “con conseguenza il decesso del soggetto”. Il pubblico ministero chiede l'archiviazione dopo le prime perizie che propendono per un decesso a causa di una miocardite, una malattia del cuore. I legali della famiglia si oppongono e i periti dei rispettivi avvocati si danno battaglia presentando relazioni opposte. Alla fine l'opposizione all'archiviazione viene accolta. Il giudice opta per una nuova consulenza, una superperizia collegiale. Gli atti tornano nelle stanze della procura e tre periti, un cardiologo, un medico legale e un pneumologo, vengono incaricati di redigere una relazione. Ma la super perizia non è unanime. Due dottori sono convinti che la morte di Federica sia dovuta ad una miocardite, il terzo medico propende per un decesso causato dall'annegamento. E sebbene riscontri la presenza di una miocardite, il perito è convinto che si tratti solo di una concausa. Tesi questa che aggraverebbe la posizione del ragazzo, che si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Appare improbabile infatti che Federica, esperta nuotatrice, sia scivolata ed annegata in acque non molto profonde, mentre si trovava da sola, a cinque chilometri da casa, da Anguillara. Sarà solo lo scontro tra i tecnici a chiarire le cause della morte e, con esse, anche la dinamica dei fatti accaduti quella notte.
Ragazza morta al lago Fissato lo scontro tra periti
Il 18 l’incidente probatorio per arrivare alla verità