Roma Capitale

Punti verde, indagati tre politici per un vivaio

L’eurodeputato Antoniozzi e l’ex presidente del Consiglio Pomarici accusati di abuso d’ufficio

Una delibera «illecita» di autorizzazione alla costruzione di un vivaio a Torrino è costa l’iscrizione nel registro degli indagati di Alfredo Antoniozzi, ex assessore con la Giunta Alemanno e attuale eurodeputato. Stessa sorte è toccata a Marco Pomarici, ex presidente del consiglio comunale, a Pasquale Calzetta, ex presidente del XII Municipio, e a Massimo Sciorilli, ex vice segretario generale dell’Amministrazione. L’inchiesta, del sostituto procuratore Alberto Galanti, si annuncia esplosiva. Perché stando ai riscontri investigativi finora compiuti, i cinque, con il supposto concorso di due tecnici, Marina Vecchiarelli e Fabrizio Mazzenga, avrebbero compiuto un abuso d’ufficio per avvantaggiare l’imprenditrice Rita Sorichetta, legale rappresentante della So.ge.pa. srl, società che gestisce la Hobbyflora. La costruzione di un vivaio su uno dei punti verde qualità, aree indicate dal Comune come di pubblico utilizzo, è alla base degli accertamenti investigativi nati da un esposto del Comitato cittadino del Torrino, i cui interessi sono curati dall’avvocato Ilenia Guerrieri. Ma andiamo con ordine. Il 23 gennaio 2006 e il 28 maggio 2007 la So.ge.pa si rivolge al XII Municipio per avere un’autorizzazione: costruire un’attività commerciale, un vivaio in via Decima, angolo con via Caterina Troiano. Dall’Amministrazione, però, arriva un «no» secco. Secondo il piano regolatore, quel punto verde qualità può essere adibito, esclusivamente, a parco pubblico e zona sportiva. Nel 2008 cambia qualcosa. L’avvicendamento alla presidenza del XII Municipio sembrerebbe dare un punto a favore della So.ge.pa. Il nuovo presidente Calzetta, stando a quanto contenuto nell’esposto e in corso di accertamento della Procura della Repubblica, è intimo amico del marito di Rita Sorichetta. Così, il 21 febbraio e il 5 giugno 2008 giungono all’Amministrazione due nuove istanze di assegnazione di quel punto verde qualità. Tuttavia il 10 marzo 2009 arriva un nuovo «no» da parte dei tecnici. Su quel sito, è la loro tesi, non può essere costruita un’attiva commerciale. Ma poco più di un mese dopo, il 14 aprile 2009, cambia tutto: gli stessi tecnici danno un nuovo parere, questa volta favorevole. Il progetto prevede la costruzione del vivaio, lasciando un’area di verde pubblico. La delibera di autorizzazione definitiva, però, stenta ad arrivare. E il 23 settembre 2009 al III dipartimento sarebbe giunta una lettera dell’allora assessore Antoniozzi, che avrebbe sbloccato l’iter burocratico. Così, il 21 maggio 2010 viene emessa la delibera numero 43 che concede l’area alla So.ge.pa. I fatti non finiscono qui. La Sorichetta, infatti, è finita indagata in un altro procedimento penale con l’accusa di occupazione di area del demanio dello Stato e abuso edilizio, proprio in merito alla costruzione del vivaio in quel punto verde qualità. Perché, è l’ipotesi accusatoria, avrebbe occupato l’intera area senza lasciare lo spazio per il verde pubblico come previsto dalla delibera di concessione.

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