Roma Capitale

Visita prenotata 9 mesi fa: trova il reparto chiuso

Chi non ricorda la celebre sigla del programma di denuncia della Rai, «Mi manda Lubrano»?. Il povero utente, arrivato finalmente a capo di una fila chilometrica, si vedeva sbarrare la porta in...

Chi non ricorda la celebre sigla del programma di denuncia della Rai, «Mi manda Lubrano»?. Il povero utente, arrivato finalmente a capo di una fila chilometrica, si vedeva sbarrare la porta in faccia al momento del proprio turno perché giunta ormai l’ora di chiudere. Un vero incubo, rivissuto l’altra mattina da un anziano di Caserta arrivato al Policlinico di Tor Vergata per sottoporsi ad una visita prenotata nove mesi prima e costretto a tornarsene indietro perché il reparto era chiuso. A segnalare il fatto è Daniele Travaglione, il figlio dell’anziano paziente rispedito a casa. «Mio padre è un malato oncologico – spiega -, due settimane fa si sarebbe dovuto sottoporre ad un controllo dei nei nel reparto di dermatologia del Policlinico Tor Vergata prenotato tramite Cup il 5 novembre del 2013. Sono stato io stesso a convincerlo a farsi visitare in questo ospedale, nonostante lui e mia mamma vivano a Caserta, perché credo nella professionalità dei medici che ci lavorano. Il 7 agosto sono quindi andato a prenderlo all’alba per portarlo a Roma in tempo per l’appuntamento, fissato alle 9,40 – continua il signor Travaglione - Quando siamo arrivati al reparto, 300 chilometri più tardi, non volevo credere ai miei occhi: porta sbarrata e nessun medico al quale chiedere spiegazioni. Non un avviso, non una rassicurazione. Basito e infuriato, sono così sceso all’Urp per chiedere spiegazioni: perfino la dottoressa non voleva credere a ciò che le stavo dicendo. E’ salita su per parlare con un’infermiera, ma non è servito a molto: il reparto era inspiegabilmente chiuso e hanno provato a suggerirmi di riportare mio padre il giorno dopo, nella speranza che qualcuno lo avrebbe visitato. Ci sono volute tre ore di lamentele perché mi mettessero un timbro sulla ricetta, fissandomi un nuovo appuntamento a ottobre. E così, tra due mesi, un nuovo viaggio di seicento chilometri, andata e ritorno, pregando di non trovare di nuovo chiuso per chissà quale motivo». All’ingresso del reparto non c’è nessun avviso. «Il bello è che una cosa identica capitò a me due anni fa, e sempre nello stesso reparto di dermatologia – continua il signor Travaglione -. Diverse persone mi hanno detto che non è la prima volta che chiudono senza ragioni apparenti, annullando appuntamenti presi con largo anticipo. Ci avessero avvisato prima, ci saremmo evitati il viaggio”. Per l’anziano, arrivato da Caserta per farsi controllare nel centro d’ eccellenza non resta quindi che aspettare altri due mesi.

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