È ancora allagato il fossato intorno al Mausoleo di Augusto, la tomba del primo imperatore di Roma caput mundi che martedì scorso in concomitanza del bimillenario della morte del Divo, si è riempito a causa della rottura di un tubo d’irrigazione. Una beffa del destino proprio perché il 19 il monumento veniva riaperto dopo 70 anni di oblio. Con la concessione di tre visite per soltanto un centinaio di fortunati visitatori. Ebbene tre giorni dopo il livello dell’acqua è sceso solo di pochi centimetri. Ormai è un acquitrinio dove allignano nugoli di zanzare e che per certi versi simboleggia il degrado di tutta l’area intorno al monumento. Altro che celebrazioni del bimillenario. Peggio di così non poteva andare. O meglio poteva se l’incidente avesse interessato l’interno che fortunatamente è stato risparmiato. Ma se dentro è asciutto, la situazione esterna resta come prima. La ripulitura, una tantum, alla vigilia della festa dalle cartacce, l’erba secca, le povere cose dei barboni che hanno scelto l’area del mausole come dimora privata non ha cancellato il desolante senso di abbandono in cui versa il munumento in perenne attesa di restauro. Sembra che i lavori di riaqualificazione ripartiranno nella primvera del 2015. La festa del bimillenario suona ancora di più come una beffa.
Il mausoleo di Augusto ancora sott’acqua
È ancora allagato il fossato intorno al Mausoleo di Augusto, la tomba del primo imperatore di Roma caput mundi che martedì scorso in concomitanza del bimillenario della morte del Divo, si è riempito...
