CIVITAVECCHIA Sarà un autunno caldo quello che vedrà protagonista il porto di Civitavecchia per una ripartenza a 360 gradi. Le crociere si confermeranno un settore dalla salda tenuta, ma l'Autorità Portuale guarda anche oltre. Riprenderà, ad esempio, nel segno della Fiat il traffico di autovetture a Civitavecchia. E questo grazie all’interessante accordo sottoscritto proprio dall’Autorità Portuale e dall’azienda torinese nei mesi scorsi: un accordo che porterà nello scalo locale ben 140 mila vetture l’anno, pronte per essere imbarcate per l’America e che racchiude in sé molti vantaggi. Innanzitutto la ripresa di un settore sul quale, negli anni passati, Civitavecchia aveva puntato molto. Poi una importante boccata d’ossigeno in termini occupazionali. Infatti non solo potranno essere reintegrati i lavoratori ex Servizi-Intergrati (operanti fino a qualche mese fa al piazzale Elia Ambrosetti ndr) ma, una volta avviato lo start up e verificata la richiesta di unità nei piazzali, si potrebbe procedere anche ad un incremento di posti di lavoro. E poi, da non sottovalutare, c’è la questione ambientale. Verrà infatti avviato un nuovo asse di trasporto ferro-acqua: le navi arriveranno con il treno e verranno imbarcate sulle navi per essere movimentare verso l’America. Il treno, che utilizzerà il nuovo asse ferroviario di recente realizzazione, sarà lungo 750 metri e trasporterà direttamente le autovetture, circa 3000 a settimana, direttamente alle banchine 27 e 28, adibite proprio a questo traffico. Ad ottobre sono previsti i test per il collaudo proprio delle due banchine portuali, mentre per i primi di novembre è atteso l’arrivo del primo carico di autovetture. Si lavora poi per la realizzazione di ben due bacini di carenaggio nello scalo. Uno, il più piccolo, servirà per la manutenzione dei mega yacht, mentre l’altro, più grande, servirà per le navi «a fine vita», quelle che devono essere smantellate. «Il bacino per gli yacht - ha spiegato il presidente Monti - sorgerà a ridosso della nuova darsena in fase di realizzazione, tra quella servizi e quella grandi masse. I lavori dovrebbero durare tutto il 2015». In questo senso, l’Authority avrebbe già pronto un accordo con gli armatori che hanno intenzione di attraccare al porto storico e che già da qualche mese stanno arrivando : tutte le imbarcazioni private e mega yacht, infatti, beneficeranno di costi di ormeggio contenuti, a patto che ogni eventuale manutenzione venga svolta nel bacino civitavecchiese. Per l’avvio della realizzazione dell’altro bacino di carenaggio, quello più grande, bisognerà invece attendere la conclusione dei lavori della darsena traghetti.
Ora il porto apre alle auto Più affari e posti di lavoro
Accordo con Fiat per il trasporto di 140 mila vetture negli Usa