Le continue retate non spaventano le zingarelle della stazione Termini, ancora in mano agli abusivi nonostante i controlli straordinari disposti nell’ultimo comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza riunito a fine luglio, che tra gli altri punti aveva approvato anche la scelta di installare varchi di ingresso ai binari per i soli passeggeri muniti di biglietto e segnaletica di pericolo mutuata da quella stradale. Sul primo punto, i varchi, con ogni probabilità si richiederanno settimane se non mesi: tra redazione del progetto definitivo e nullaosta della soprintendenza è probabile che l’intera operazione decolli a inizio 2015. Rispetto al secondo, i segnali all’interno dello scalo ferroviario, già il giorno successivo all’affissione Ferrovie aveva denunciato atti di vandalismo: gli adesivi sono stati ricollocati, ma l’effetto è evidentemente limitato. «Sono semplici adesivi che non si notano neanche - sono esausti i negozianti - il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli abusivi, dai tassisti agli zingari, continuano indisturbati i loro affari». Così siamo andati di nuovo a controllare. Le nomadi appostate alle biglietterie self-service, comprese quelle interne di Trenitalia, sono sei: stessa tecnica ormai rodata, adescano i turisti all’uscita dai binari o all’ingresso lato piazza dei Cinquecento proponendo aiuto e li mollano solo a mancia ricevuta. Alcune, ci hanno raccontato gli edicolanti, incassano fino a 300 euro al giorno, 6mila euro in totale calcolando le sole ragazzine, anche minori, che si aggirano nella sala d’aspetto principale. «Mi cambi 5 euro?», chiedevano anche l’altro ieri ad un edicolante. Alle forze dell’ordine, che per prime hanno lanciato l’allarme consapevoli del fatto che le misure a disposizione per contrastare il fenomeno sono tutt’altro che risolutive, non rimane altro che ricominciare ogni giorno il lavoro daccapo. Solo nelle ultime 48 ore i carabinieri della compagnia Roma Centro hanno denunciato a piede libero quattro romene, tra i 24 ed i 34 anni, che non avevano ottemperato al foglio di via firmato dal Questore: un provvedimento di allontanamento dal territorio comunale che imporrebbe il divieto di ritorno ma che, questa è l’ennesima prova, resta solo sulla carta. Una nomade bosniaca, 34 anni, è stata poi arrestata da una pattuglia antiborseggio mentre sfilava il portafogli ad un turista della metro A. E se Roma deve fare i conti con l’emergenza rom, nel resto dell’Italia cresce la tensione. A Catania davanti a un supermercato è stato affisso un cartello che recita: «Non fate l'elemosina agli zingari davanti la porta, perché guadagnano 60-80 euro al giorno, più di un operaio specializzato italiano e in maniera netta, esentasse». È questo l’«invito» della direzione, che «ringrazia i clienti per la collaborazione». Secondo la direzione del supermercato, infatti, da «tre anni c’è una famiglia di rom che allontana i clienti indispettiti dall’insistenza nel chiedere l’elemosina».
I controlli in stazione sono inutili. Termini regno delle zingare
E a Catania appare in cartello al supermercato: "Non date soldi ai rom"
