Roma Capitale

Rom, «integrarli» costa 14 milioni

Ma dal Comune nemmeno un euro per gestire gli sgomberi nelle favelas

Cinque milioni di euro in più alle coop per «servizi a carattere sociale rivolti ai rom, sinti e caminanti» e nemmeno un centesimo per la gestione degli sgomberi degli accampamenti abusivi. Con il risultato che le onlus operanti nei campi rom ufficiali quest’anno ingurgiteranno ben 14,4 milioni di euro senza che nulla cambi sotto l’aspetto dell’integrazione sociale, mentre dall’altra parte la carica delle 100 favelas prosegue indisturbata, con i loro abitanti che fanno per davvero i «nomadi» in giro per la città. I numeri della politica fallimentare del Comune di Roma sono noti. Nel 2013 il Campidoglio ha speso 9,1 milioni di euro solo per stipendiare le 35 associazioni e le 400 persone che operano negli 8 «villaggi della solidarietà» ufficiali; un conto che, esteso alle infrastrutture ed ai servizi base sale fino a 16 milioni di euro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i bimbi non vanno a scuola, le metropolitane sono assalite da vere e proprie baby-gang di scippatrici impunite ed i roghi tossici vengono denunciati quasi tutti i giorni. La mala gestio si ripercuote anche sul fenomeno degli accampamenti abusivi. Come? Sembra strano, ma gli insediamenti ufficiali sono temporanei: gli abitanti dovrebbero seguire un percorso di emancipazione tale da portarli, nel giro di qualche anno, a gestirsi autonomamente come fa qualsiasi altro cittadino romano; a quel punto ci sarebbe lo spazio per ospitare, attraverso la sala operativa sociale del Comune, chi viene dalle favelas. Ma questo non avviene. «Quando abbiamo sgomberato Val d’Ala - racconta il presidente del III Municipio, Paolo Marchionne - siamo riusciti a trovare uno spazio all’ex Fiera di Roma per 20 famiglie rom. Ma è stata un’eccezione. Funziona quasi sempre così: il gruppo Pics della Polizia Locale procede allo sgombero, l’Ama bonifica ma poi queste persone sono lasciate a se stesse. E noi presidenti, egoisticamente, non possiamo far altro che sperare che vadano a piazzarsi in un’area non di nostra competenza». A supporto di quanto raccontato da Marchionne, c’è la situazione del quartiere Montagnola, dove poco più di due settimane fa è stato smantellato - quattro giorni di lavoro e cinque camion di rifiuti raccolti - l’accampamento abusivo tra la Laurentina e il supermercato Carrefour, al centro delle preoccupazioni dei residenti per i continui roghi tossici e l’incremento di furti e atti vandalici nella zona. «Anche se il campo è stato in parte sgomberato - segnalano sul gruppo facebook i residenti riuniti nel comitato Terra di Confine Eur Montagnola - non si smettono di vedere in zona le solite facce. Oggi in piazza due zingare con minore al seguito hanno avvicinato in modo subdolo un’anziana sola e si sono allontanate al nostro arrivo, altre due donne e due bambine sono sempre dentro il parcheggio di Carrefour». Vero, la costante dell’accattonaggio fuori dai supermercati si è ripetuto anche ieri tra via Laurentina e via Spedalieri: «Dopo lo sgombero dormono in auto - raccontano i commessi - hanno le station wagon, di norma una la utilizzano come armadio per le loro cose e nell’altra ci dormono, durante il giorno girano per il quartiere, rovistando tra i cassonetti». In cinque, ieri, si trovavano davanti al supermercato già dal pomeriggio, un altro aveva allestito il solito mercatino di immondizia sul marciapiede di via Francesco Acri. «Abbiamo bonificato la zona ma restano piccoli focolai - conferma il minisindaco del municipio Andrea Catarci - per ora stiamo attuando interventi di deterrenza, intensificando i passaggi della polizia municipale». La soluzione? Secondo Catarci (Sel), «nel medio termine è assegnare fin da subito i terreni a soggetti o associazioni che possano prendersene cura. A Lungotevere San Paolo e Tor Carbone, l’affidamento alla Protezione civile ha scongiurato il ritorno dei nomadi». Intanto, il prossimo 2 ottobre l’assessore capitolino alle Politiche Sociali, Rita Cutini, ha un importante appuntamento a Bruxelles, dove dovrà relazionare alla Comunità Europea le strategie del Campidoglio sul tema dei rom. Da fonti piuttosto attendibili, tuttavia, risulta che questo piano in realtà non esiste. Una condizione che sta mandando su tutte le furie il sindaco Marino, sempre più deciso a creare un super assessorato Casa-Sociale da affidare al democrat Daniele Ozzimo.

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