Roma Capitale

Tavolini in regola. Lavoratori licenziati

Incassi crollati a piazza Navona e Campo de’ Fiori dopo il taglio degli arredi. Partite già le prime lettere ai dipendenti: 220 rischiano di perdere il posto

Più di duecento dipendenti a rischio licenziamento entro fine anno. Gli esercenti di Navona e Campo de’ Fiori "costretti" ad adeguarsi ai piani di massima occupabilità e dunque a togliere un discreto numero di tavolini all’aperto, hanno già iniziato a inviare lettere inequivocabili ai propri dipendenti. «L'applicazione dei piani di massima occupabilità – si legge in una missiva indirizzata ad un cameriere di un locale di Campo de’ Fiori – costringe questa società a mettere in atto il licenziamento di alcuni dipendenti». Solo a piazza Navona, il personale impiegato nei locali che hanno dovuto arretrare i tavoli sui marciapiedi dopo l’ordinanza del Tar e la diffida del Codacons, conta circa quattrocento unità. Un centinaio di questi, tra camerieri, cuochi, addetti alla pulizia o alla sorveglianza, potrebbero presto trovarsi senza lavoro. «È difficile dire quante persone saranno licenziate – incalza Guido Campopiano, dell’Associazione Navona 2003 – ma certo in molti rischiano il posto entro la fine dell’anno. Ciò nonostante noi siamo per la legalità e quindi ci siamo conformati a quanto voluto dall’amministrazione. Anzi, chiediamo che il rispetto delle regole valga per tutti e non soltanto per noi». A Campo de'Fiori dei 19 locali sulla piazza, due hanno già fatto partire le prime lettere di licenziamento. Uno di questi conta una quarantina di dipendenti e per diciassette di loro il contratto non sarà rinnovato. «Forse il Campidoglio non si è reso bene conto di quante persone resteranno disoccupate da qui ai prossimi tre, quattro mesi – tuona Fabio Mina, presidente Lupe Roma, artefice del recente accordo con il Comune per evitare la chiusura dei locali che non si erano adeguati ai piani – un esercente che si trova all'improvviso con venti, trenta tavoli in meno non può fare altro che licenziare per non chiudere. Speriamo di sbagliarci ma a Campo abbiamo calcolato che almeno 120 dipendenti su un totale di 500 potrebbero restare senza lavoro. Un timore che abbiamo condiviso con l'amministrazione rendendoci conto tuttavia, nostro malgrado, che né per il sindaco, né per l'assessore al commercio Marta Leonori, questo sembra essere un grosso problema». Oltre ai dipendenti diretti c'è poi da calcolare quelli che lavorano nell'indotto, ad esempio i fornitori, che sono ugualmente colpiti dai tagli alle occupazioni di suolo pubblico, ma i calcoli a questo punto si fermano, per gli esercenti è ancora troppo presto calcolare l'entità dei licenziamenti. Intanto però arrivano le cifre sul calo degli affari dopo appena una settimana con i nuovi limiti imposti per tavoli e sedie all'aperto. A piazza Navona i proprietari dei locali, alcuni dei quali si sono trovati da un giorno all'altro con una cinquantina di tavoli in meno, dichiarano di aver perso circa il 40 per cento dell'incasso rispetto a quello registrato la settimana prima. Guardati a vista dalla municipale, che ormai presidia quotidianamente la piazza, non hanno comunque alcuna intenzione di riallargarsi. Non lo stesso si può dire per gli esercenti di via di Tor Millina, appena 50 metri da piazza Navona, che solo tre giorni fa si sono visti sequestrare tavolini e sedie dai vigili. Ieri quei tavoli erano tornati ad occupare, abusivamente, la strada.

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